Il Tirreno

Livorno

Il poliziotto angelo dei suicidi

di Lara Loreti
Il poliziotto angelo dei suicidi

Marco Sassano, 46 anni di cui 22 nelle volanti a Livorno, ha convinto decine di persone a non uccidersi

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il tono di voce, l’accento livornese, ma soprattutto la capacità di ascolto. E la sensibilità di assecondare e comprendere al volo i problemi altrui, pur attraverso il filtro della cornetta del telefono. Così si salva una persona che minaccia di suicidarsi. Detto così sembra facile. Non lo è. «Parlare con persone che hanno problemi ed entrare nelle loro vite, senza neanche guardarli in faccia, è difficile quanto emozionante. Si tratta di saper instaurare con loro un rapporto speciale di fiducia, che inevitabilmente è temporaneo. Effimero oserei dire». Ma efficace. Lezioni di vita da Marco Sassano. Livornese, 46 anni, in servizio per la Polizia di Stato da 26 di cui 22 alle volanti a Livorno. Un record. Una lunga esperienza che gli permette di maneggiare in scioltezza le armi del mestiere. E non ci riferiamo alla pistola d’ordinanza, bensì all’arte dell’ascolto, quanto mai prezioso in un’era in cui la fretta e l’azione dominano su tutto. Nella sua lunga carriera Sassano ha salvato la vita a decine di persone che minacciavano di suicidarsi, ma che prima di farlo hanno avuto la lucidità (e la fortuna) di fare l’ultima telefonata al 113 della Polizia di Stato. All’altro lato della cornetta queste persone hanno trovato Marco Sassano. È successo mercoledì pomeriggio a una livornese di 58 anni che abita in centro. La donna, poco dopo le 17, ha chiamato il 113 dicendo di essersi già fatta dei tagli nei polsi e di volersi gettare dalla finestra. «Nel giro di pochi secondi passava dall’eccitazione suicida alla disperazione - racconta l’agente - Si percepiva che era depressa». Ma Marco va oltre: intuisce che quella donna ha un gran bisogno di parlare. «Ho capito che voleva sfogarsi e così l’ho fatta parlare. In pochi minuti mi ha raccontato la sua vita - spiega il poliziotto - mi ha detto che soffriva molto la solitudine perché i suoi figli, che vivono fuori, non andavano più a trovarla. Nella sua voce ho sentito una grande solitudine e un profondo senso di abbandono». A quel punto il poliziotto, senza smettere di ascoltare lo sfogo della donna, dà l’allarme ai colleghi, fornendo loro anche l’indirizzo dove recarsi. «L’ho tenuta al telefono fino a quando lei stessa mi ha passato il collega delle volanti, che nel frattempo era arrivato a casa sua. Solo allora, certo che fosse in mani sicure, l’ho lasciata andare». La donna poi è stata portata in pronto soccorso da un’ambulanza del 118, precedentemente avvertito dalla stessa polizia.

Casi come quello di mercoledì pomeriggio Sassano ne ha visti tanti. Gente disperata per amore, persone sole e depresse, donne che si sentono abbandonate per mancanza di legami affettivi, uomini che hanno perso il lavoro. «Quando ero giovane, negli anni Novanta, ho salvato per due volte la stessa persona, una donna che soffriva di depressione. Nel primo caso mi sono addirittura lanciato nei fossi d’inverno. In quegli anni ero di pattuglia e quindi interventi del genere erano pura adrenalina. Sono esperienze che ti danno una grande soddisfazione ed emozioni forti, specialmente in gioventù. Ma ora che mi capita più spesso di lavorare all’interno della sala operativa, ho la possibilità di confrontarmi con la gente dialogandoci, cosa che è molto più difficile. E poi, se mi buttassi nei fossi ora... probabilmente mi prenderebbe un colpo!», ironizza l’agente.

Ma quali sono le doti che bisogna avere per convincere una persona a vivere? «Ascoltare e capire al volo la situazione - risponde l’esperto - Inoltre il mio accento labronico, quando parlo con i livornesi, spesso è il primo passo per sciogliere il ghiaccio». Come si fa a raggiungere una tale capacità? «Con ’esperienza - risponde Sassano - 22 anni di volante non sono pochi e prima mi sono fatto le ossa in due anni di Reparto mobile a Firenze e in uno nel Nucleo antisequestri in Calabria ai tempi degli ostaggi Celadon, Berardinelli e Casella». Niente male come curriculum.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web