Il Tirreno

Livorno

«Ma che modo di governare è?»

Duro attacco di Del Corona (Pd): tempi imprecisi che mettono a rischio le attività

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LIVORNO. «Risulta difficile comprendere come si possa dare giustamente il via al cantiere per le demolizioni previste dal primo step di lavori e contemporaneamente non avere una parallela fase operativa per consentire la delocalizzazione del mercato. Ma che modo di governare è questo?». L’attacco più duro alle amministrazioni locali arriva proprio da un rappresentante del Pd: il consigliere comunale e presidente del circolo di Fiorentina, Wladimiro Del Corona.

«Legittima e comprensibile – scrive – è la protesta messa in piedi dagli operatori. L'apertura dei cantieri per le prime opere di demolizione propedeutiche alla realizzazione degli alloggi dovrebbero prevedere un sistema di convivenza compatibile fino alla delocalizzazione definitiva dei banchi, quantificabili in 6 mesi - un anno, non di più. Ma mentre qui si lavora, all'Interporto nulla si muove: questo è, punto».

«Nelle condizioni date – continua Del Corona – siamo a tempi imprecisati e incoerenti, un quadro che rischia di determinare gravi ripercussioni sull'attività mercatale, che potrebbe subire conseguenze operative nefaste a causa di condizioni ambientali e igieniche inadeguate e incompatibili con le attività. Questa – attacca – si chiama contraddizione progettuale. Elemento vitale per ogni progetto serio che si rispetti è il fattore risorse. Se è su questo elemento che il progetto inciampa e frena, allora significa che è tutto meno che un progetto. Significa che il governo di questa operazione è stato condizionato da troppa ingiustificata superficialità e leggerezza. Speriamo non vengano fuori rattoppi pensati in fretta e furia davanti alle proteste». «Non ci sfugge – chiude – lacrisi finanziaria che ha colpito le istituzioni e mette in difficoltà i privati, quindi si presume anche l'Interporto. La Regione si è impegnata per un contributo di 500 mila euro nel 2013, ma è solare il problema di reperire le risorse necessarie che ammontano più o meno a 6 volte tanto, ammesso che la Regione mantenga l'impegno...».

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