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La Cassa di San Miniato punta su Lucca

La Cassa di San Miniato punta su Lucca

E lancia un appello agli azionisti: ci vuole un rafforzamento del patrimonio da 25 milioni di euro

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SAN MINIATO. Appello agli azionisti. Alla Cassa di risparmio di San Miniato serve una cura ricostituente. Un rafforzamento del patrimonio da 25 milioni di euro. A tanto ammonta l’aumento di capitale deciso dal consiglio di amministrazione (Cda) dell’istituto pisano. Il progetto, all’approvazione dell'assemblea dei soci il 5 settembre, segna una svolta nella Cassa. L’azionista di maggioranza, la Fondazione Carismi, resterà tale ma vedrà diminuire il suo peso sul capitale sociale, dal 69,2% al 63,2%. Nessun cambio di governance, però. La partita si gioca in casa. A sostenere la ricapitalizzazione dovrebbe essere Cattolica Assicurazione, che ha espresso «l’intenzione di mantenere almeno il livello di partecipazione attuale, pari al 25% del capitale della Cassa», si legge nella relazione del Cda. Ma c’è chi si aspetta uno sforzo aggiuntivo.

L’aumento di capitale fa il paio con il rinnovato interesse dell’istituto per il versante lucchese. In previsione c'è l’apertura entro l’anno di tre sportelli, due nella città delle Mura e uno a Viareggio. L’amministratore delegato della Carismi Divo Gronchi è chiaro: «Stiamo allargando il numero di clienti, vogliamo entrare in settori per noi nuovi, come il cartario lucchese e l’agroalimentare». Rivendicando: «Il nostro rapporto tra raccolta e impieghi è già al 90% e non abbiamo problemi di liquidità». Ma per crescere e reggere l’urto della crisi economica servono comunque i soldi. E il Cda della Carismi non ne fa mistero. Ci sono gli obblighi di solidità patrimoniale fissati da Basilea 3 per gli istituti di credito e le necessità di creare una sorta di cuscino. I tecnici lo chiamano buffer e «potrebbe consentire alla banca di fronteggiare, con maggiore tranquillità, eventuali choc esogeni», dato il contesto operativo la cui evoluzione «è di difficile previsione».

Carismi prova a ritagliarsi un ruolo regionale. E lo fa dalle aree contigue al comprensorio del Cuoio. A Lucca la Cassa ha chiuso il cerchio di una presenza che vuol farsi visibile con la sponsorizzazione di ArcAnthea Pallacanestro, la squadra maschile fresca di promozione nella Divisione nazionale A. Il quintetto è di Alfredo Susanna, titolare della società di costruzioni Arca. Una realtà di rilievo nell’edilizia residenziale, che avrebbe contratto significative forme di collaborazione proprio con l’istituto sanminiatese. Una porta aperta dall’ambasciatore Silvano Piacentini, che prima dell’estate ha lasciato la direzione territoriale dell’ex Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, oggi Banco Popolare, per l’incarico di vice direttore generale di Carismi. Una terra senza più banche locali la Lucchesia, a cui guardano gli istituti vicini, che hanno testa e radici in Toscana. A contendere “l’osso” a Carismi, infatti, si sta facendo avanti la Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, sotto la nuova insegna: Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia.

Manolo Morandini

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