SE LE MANI ENTRANO NEL CUORE
Ma occuparsi del cuore dei bambini, metterci di fatto le mani dentro, credo implichi qualche considerazione in più. Il cuore, un organo abitualmente silente alla nostra autopercezione, è però...
Ma occuparsi del cuore dei bambini, metterci di fatto le mani dentro, credo implichi qualche considerazione in più. Il cuore, un organo abitualmente silente alla nostra autopercezione, è però considerato non solo un importantissimo organo vitale ma, più comunemente, in modo simbolico, il luogo elettivo degli affetti, del nostro naturale bisogno di essere amati e di amare. Se aggiungiamo che dei bambini piccoli attivano di per sé, risposte e riflessi di attaccamento ed accudimento in chi si trova al loro cospetto, si può immaginare che operare il cuoricino di neonati non è possibile considerare, da nessun punto di vista, una professione qualsiasi.
In qualunque parte del team sanitario ci si trovi. Inoltre, pur non potendo prevedere del tutto le traiettorie esistenziali di questi piccoli pazienti, certo rimaniamo ammirati dei progressi che in questo campo hanno fatto la medicina e la chirurgia. Di quanta vita, sul nascere, cerca di difendere.
Ma se si opera al cuore un neonato, non si potrà non tener conto anche del cuore dei suoi genitori, e dei nonni e di tutti quelli che, mi si passi il concetto, "hanno a cuore" quella vita. Quella speranza. Possiamo allora dire che, in questi casi, forse in modo più prorompente che in altri, la chirurgia, anche se finisce il suo lavoro dentro la sala operatoria, si trova davanti ad un grande tema psicologico. La gestione, il governo, ma anche la cura delle speranze che attiva. La capacità, nel suo team, di saper dare senso ma anche misura ai tanti desideri e timori di quei cuori che battono - fuori dalle degenze - dove i letti sono lettini, se non culle.
I chirurghi, i grandi cardiochirughi, hanno il merito ed il privilegio di occuparsi del corpo, della nostra bio-macchina. E lo fanno, per fortuna, anche con i bambini, con i neonati. E tuttavia questo caso, forse in modo emblematico, ci ricorda quante storie sono legate ad una vita. Quelle storie vanno sempre tenute presenti, bisogna averne cura, attenzione psicologica. La stessa cura, attenzione e delicatezza, delle mani del cardiochirurgo che si muovono intorno al cuoricino di una piccola paziente di un chilo e duecento grammi. Ci sono mani che curano e relazioni che curano, i pazienti ed i familiari hanno sempre bisogno di entrambe.
Nicola Artico
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