Meteo
«Cambiare medicina è un disagio per gli anziani»
Cognetta, presidente medici di base, sulle nuove regole: «Spetta a noi stabilire cosa è meglio per il paziente»
LIVORNO. I cittadini sono preoccupati per le nuove regole di prescrizione dei medicinali. Ma, a stemperare l'ansia dei cittadini per le nuove indicazioni sulla prescrizione dei farmaci da parte dei medici di famiglia stabilita dal Governo, è bene dire come ci sia ancora un mese di prova, una fase sperimentale.
Ed inoltre il problema dovrebbe essere minore rispetto a quanto i cittadini hanno finora percepito. Perché il frenetico passaparola di questi giorni, con informazioni che si accavallano, non ha aiuta certo a far chiarezza sulla vicenda.
E' di questo parere il segretario provinciale della Fimmg, il sindacato dei medici di base, Pasquale Cognetta. La normativa modifica infatti solo la prescrizione di eventuali nuovo farmaci di cui esistano prodotti equivalenti e che sia nuovo per il paziente. Cosa invece rimane invariato? La prescrizione di farmaci che il paziente con malattia cronica usa da tempo.
La novità riguarda al contrario il nuovo farmaco di cui esistano prodotti equivalenti (dopo la scadenza di un brevetto, è infatti libera la loro produzione da parte delle varie industrie, da cui il nome di equivalenti).
«Qui - precisa Cognetta -, il medico deve solo indicare il principio attivo, cioè la sostanza di cui è composto il farmaco. Sarà il paziente poi a scegliere, con l'aiuto del farmacista, fra le numerose confezioni esistenti.
Chi ci guadagna e chi ci rimette? Per il medico non è un grosso problema, mentre per i cittadini possono venire a crearsi incomprensioni, soprattutto una volta giunti in farmacia per l’acquisto del medicinale.
«La norma - sono parole del segretario della Fimmg - può soltanto creare disagio al paziente, non porta alcun vantaggio economico e parte inoltre col piede sbagliato, visto che c’è una convinzione secondo cui i medici di famiglia s'opporrebbero all'uso degli equivalenti. Ciò dimostra la scarsa familiarità con la quotidianità della prescrizione, da parte di chi ha concepito questa nuova normativa».
C'è comunque serenità di giudizio fra i medici di base. «La Federazione nazionale - così conclude Cognetta - è pronta ad una discussione più competente sulle modalità prescrittive, che lasci però al medico il diritto - dovere di decidere cosa sia meglio per il paziente, assieme a lui».
Sottolinea poi che «la possibilità da parte del farmacista di cambiare liberamente la confezione dei farmaci può dimostrarsi molto pericolosa specie nelle persone anziane che assumono vari farmaci e registra che una parte non marginale dei cittadini non si fidi dei dovuti controlli fra equivalenti, avendo anche riscontrato personalmente differenze circa la loro efficacia».
Gian Ugo Berti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
