Il Tirreno

Livorno

In coma dopo lo schianto, è caccia all’auto pirata

di Federico Lazzotti

Un operaio, 26 anni, è stato trovato all’alba in un campo lungo via delle Sorgenti. Stava andando al lavoro in moto. Gli investigatori: «Qualcuno lo ha stretto»

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LIVORNO. La Yahama nera è rimasta incastrata in mezzo al guard rail mentre il corpo di Valerio Onnis, 26 anni, è volato via per una quindicina di metri ed è finito in mezzo ad un campo che costeggia via delle Sorgenti, all’altezza della rotatoria della Cigna.

È così che intorno alle 6,30 di ieri mattina due ragazzi hanno trovato il giovane, ancora con il casco allacciato e hanno dato l’allarme alla centrale del 118. Adesso il ventiseienne, soprannominato “El Gato” è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Livorno dopo un lungo intervento finito nel tardo pomeriggio.

L’ultimo bollettino medico parla di diverse fratture alle gambe, la più grave al femore e di un forte trauma cranico. «Le condizioni nono si sono ancora stabilizzate per questo la prognosi è riservata e per il momento è in pericolo di vita».

Da ieri i vigili urbani e gli agenti della polizia ferroviaria, coordinati dal pubblico ministero Fiorenza Marrara, stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente che sembra ancora avvolto da più dubbi che certezze.

Spiega uno degli investigatori: «Impossibile che abbia fatto tutto da solo». Ecco perché il sospetto è che nello schianto possa essere coinvolta anche un altro mezzo, molto probabilmente un’auto pirata che dopo l’incidente si è allontanata senza prestare soccorso.

«Guardando i segni sull’asfalto sembra che qualcuno lo abbia stretto verso l’interno – proseguono – Ecco perché chiunque abbia assistito all’incidente o sia passato da via delle Sorgenti tra le 6,15 e le 6,30 può venire a raccontare quello che ha visto per aiutarci nelle indagini».

Quello che è accaduto prima dello schianto a Valerio Onnis lo hanno raccontato i suoi familiari quando gli agenti della municipale li hanno avvisati.

«Mio figlio – ha raccontato la madre – è uscito di casa prima delle sei per andare a lavoro». Il ventiseienne, infatti, è assunto come operaio in una ditta nella zona del Cisternino. La strada che ha percorso ieri, dunque, la conosceva e bene, ecco perché gli stessi familiari quando hanno ascoltato la dinamica dell’incidente hanno trovato la ricostruzione poco credibile.

Difficile dire per quanto tempo il corpo del ragazzo sia rimasto in mezzo al campo prima che scattassero i soccorsi e un’ambulanza lo trasferisse al pronto soccorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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