Scopre due ragazze che rubano in casa e le fa arrestare
Protagonista un poliziotto libero dal servizio: le due croate sono state processate per direttissima e condannate
LIVORNO. È bastato uno sguardo. Due ragazze - dal look e dall’aspetto sembrano nomadi, una ha un bimbo di sei mesi in braccio - camminano sul viale della Libertà. E non fanno altro che girarsi e guardarsi intorno. Non sfuggono a un poliziotto in borghese che si trova in zona, libero dal servizio. L’agente delle volanti, in borghese, le nota e le segue per verificare se il suo istinto lo tradirà oppure se non si è sbagliato a dubitare di loro.
Le due continuano a camminare sul viale finché non svoltano in via Kossuth e poi in via delle Medaglie d’oro. Lì, una delle ragazze prende un mazzo di chiavi e apre il portone di un condominio. Intanto il poliziotto resta in disparte in un’ansa del palazzo. Quindi le due si infilano nell’atrio e si avvicinano a uno dei usci del piano terra. È a quel punto che l’agente penetra con loro nell’atrio e le blocca.
Attirata dal frastuono, esce di casa la residente del piano terra insieme al figlioletto. Il bimbo si avvicina al poliziotto, che intanto tiene a bada le due donne in attesa dell’intervento delle volanti. E in mano a una di loro il piccino nota un mazzo di chiavi che gli è familiare: si tratta del portachiavi di sua madre, come poi conferma la stessa proprietaria. All’arrivo delle volanti scatta quindi l’arresto nei confronti delle due donne per tentato furto e per ricettazione delle chiavi. Come poi accertato dalla polizia, quel mazzo è stato rubato alla proprietaria la settimana prima. Non è escluso che a sottrarlo alla donna siano state le stesse rom. Le ragazze non hanno ammesso il furto e quindi sono state arrestate per ricettazione. Di certo, però, le due donne sapevano che quelle chiavi corrispondevano all’appartamento di via delle Medaglie d’oro.
In manette sono finite Susanna Radulovic, 24 anni, nata a Milano ma cittadina croata, e Silvana Mutic, 20 anni, nata a Roma, ma anche lei croata. Le due sono state processate ieri mattina per direttissima, in presenza del pubblico ministero Luca Masini. La più giovane è stata condannata a otto mesi di reclusione da scontare in carcere. Dovrà far fronte anche a 220 euro di multa. L’altra invece, Radulovic, dovrà scontare la pena di due anni, oltre a pagare 240 euro. Quest’ultima ha una condanna superiore perché aveva un numero maggiore di precedenti alle spalle e, come accertato dalla polizia, era lei ad avere in mano le chiavi di casa della derubata.
Il capo delle volanti Walter Delfino sottolinea che il suo personale, potenziato per l’estate, «ha fornito alla magistratura, in tempi brevissimi ed utili ai fini del giudizio direttissimo, solidi elementi di prova, essenziali alla formulazione di un’accusa atta a consentire al pm di richiedere ed ottenere la custodia cautelare in carcere degli arrestati».
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