Jonathan ricomincia a camminare e torna alla vita
L’incidente, poi il coma e il risveglio: ora è iniziata la discesa Il giovane: «Sono pronto per riprendermi il mio mondo»
LIVORNO. Come una lumaca che trascina a fatica il suo guscio nel bosco. Sa che impiegherà molto tempo e che incontrerà tanti ostacoli, ma non molla. Jonathan Migliacci non ha mai mollato. A poco più di un anno dal terribile incidente in scooter sul viale Italia, che gli è costato un mese e mezzo di coma e una riabilitazione complessa e senza garanzie, Jonathan a 37 anni è riuscito ad alzarsi dalla carrozzina e a muovere i primi passi in acqua. Si è preso la sua prima rivincita sulla vita. E dopo aver affrontato a testa alta sofferenze e difficoltà, fatiche pratiche e psicologiche, girando per ospedali e centri di fisioterapia, oggi può gridare a tutti la sua gioia. Perché, comunque vadano le cose, ha vinto la sua battaglia personale. «Voglio riprendermi il mio mondo - dice parlando con difficoltà, ma sempre più sciolto - Sono pronto: voglio vivere al massimo».
Jonathan ora si alza da solo dalla sedia a rotelle e da solo riesce ad entrare in auto. Prima si accosta alla vettura, lato passeggero, e apre lo sportello. Poi si solleva puntando le mani sui braccioli. Ed è commovente vedere come a fatica, ma con fermezza e ostinazione, tiene aperta la portiera mentre si avvicina al sedile per adagiarvisi. Il viso contrito, ma fiero di chi ha un’imperturbabile forza interiore e la certezza di potercela fare.
Jonathan non molla. E perché dovrebbe? Ha 37 anni, una famiglia che lo adora, due figliolette splendide, una grande passione per la fotografia e per il mare. E tanta voglia di dare il suo amore a chiunque gli si avvicini. La sua aura magica ha conquistato anche Nicoletta Perni, l’istruttrice di nuoto dei bagni Lido. È stata lei ad incoraggiarlo e assisterlo nella grande impresa di camminare nell’acqua. E lo ha fatto solo per spirito di solidarietà e vicinanza al prossimo. Come si vede bene nel video pubblicato sul sito del Tirreno, Jonathan si avvicina a Nicoletta, che lo incita a fare dei passi verso di lei, che pian piano si allontana per farlo camminare di più. Instancabile Jonathan. Lui che fino a qualche mese fa a malapena sollevava l’avambraccio, e che ora invece riesce ad alzare tutto il braccio e a protenderlo al cielo. E sorride mentre lo fa, a dimostrazione della sua ritrovata gestualità.
Lo stesso vale per la parola. Jonathan vuole parlare, vorrebbe gridare a tutti il suo entusiasmo e la sua voglia di esserci. E pensare che l’avevano dato per spacciato, dopo che era rimasto per due ore sull’asfalto, di fronte all’Ippodromo, incosciente. Era notte fonda: un cittadino di passaggio lo aveva notato e aveva dato l’allarme. Il 27 maggio del 2011: l’inizio di un calvario. La strada era tutta in salita, ma ora il 37enne, arrivato in cima, ha davanti a sé una distesa di progetti e speranze. Nuove possibilità, realizzabili soprattutto grazie all’aiuto della famiglia e di tutta la città. Da quando Jonny ha avuto l’incidente, a Livorno s’è innescata una meravigliosa gara di solidarietà. Un ruolo importante nel suo recupero ce l’ha il personale del settimo reperto (piano secondo) della riabilitazione: «Sono angeli - dicono il giovane e suo padre Mario - Vogliamo ringraziare di cuore la logopedista Elisa Voliani, le fisioterapiste Paola Reggiani e Arianna Menichetti, e la fisiatra Patricia Hayward che è speciale! Gente che ha umanità da vendere. E un grazie di cuore anche a Riccardo Ganni e Monica Ceccherelli dei Lido per la disponibilità, a Palumbo spa, Roberto Piccini, Ugo Grifoni e Lorenzini & C per gli aiuti».
Ma il grazie più sentito va a Jonathan: il suo coraggio è un esempio per tutti.
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