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Pedalando in bicicletta tra buche, ostacoli e piste a metà
Trappole per ciclisti: tra corsie invase dalle auto, asfalto rovinato e segnaletica incomprensibile E sul lungomare è un continuo slalom tra podisti, passeggini e gente a passeggio
LIVORNO. Restando in tema di Olimpiadi, si potrebbe affermare che, mentre a Londra impazzano le sfide di atletica, il ciclista livornese si cimenta in una disciplina tutta particolare: i "400 metri ostacoli, in bici". Il piazzamento, in caso di competizione sportiva, sarebbe senz'altro da medaglia. Merito dell'allenamento lungo le piste ciclabili in città, che raramente permettono una tranquilla pedalata. Il più delle volte, al contrario, impegnano i frequentatori in originali prove di abilità: dallo slalom tra i pedoni alle brusche frenate davanti agli incroci pericolosi, dal salto degli avvallamenti all'aggiramento delle buche, fino ai repentini cambi di percorso di fronte alle interruzioni delle corsie dedicate.
Ciclisti per un giorno. Piste ciclabili o percorsi a ostacoli? Per rispondere a questa domanda abbiamo verificato di persona le condizioni delle ciclabili, provando le disavventure cui vanno incontro ogni giorno gli amanti della bici. L'esperienza è stata senza dubbio movimentata. Tra corsie invase dalle auto, tratti di asfalto rovinati e segnaletica incomprensibile, in molti casi siamo rimasti vittime di "trappole" per ciclisti.
"Buchi ciclabili". Non ci è stato possibile seguire un itinerario unico, ma abbiamo dovuto affrontare i percorsi in più tappe. E questo perché, primo grande aspetto negativo, a Livorno non esiste una vera e propria "rete ciclabile". Le piste ci sono, ma nella maggior parte dei casi non sono collegate, ed è facile immaginare gli inconvenienti che ne derivano.
Ne è un esempio la corsia di via Cattaneo, che paradossalmente accompagna il ciclista in una zona tutto sommato tranquilla (via Cattaneo - via Allende), ma alle due estremità lo abbandona in tratti di strada ben più pericolosi (viale Nazario Sauro - viale Italia). Discorso simile per la pista di viale Carducci, che s'interrompe improvvisamente in via de Larderel. Le multe fatte nei giorni scorsi a chi proseguiva lungo il marciapiede senza scendere di bici hanno fatto infuriare i ciclisti, che da anni chiedono un collegamento con piazza della Repubblica.
Corsa a ostacoli. Durante la nostra pedalata ci siamo imbattuti in diversi ostacoli. Alcuni livornesi scambiano le piste ciclabili per un'opportunità di parcheggio. Così è frequente trovare scooter o automobili che intralciano il passaggio. La ciclabile di via Allende è famosa in questo senso: la stagione estiva ha dato una tregua, ma quando ripartiranno le attività di piscine e palazzetti, scommettiamo che le corsie saranno nuovamente occupate dai veicoli.
Un altro tipo di ostacolo, più curioso, lo abbiamo trovato in via San Giovanni: un cassonetto dell'immondizia è stato posizionato in mezzo alla pista ciclabile. Ci scappa un sorriso, ma comprendiamo il disagio per chi percorre quel tratto quotidianamente.
Corsie promiscue. Ci spostiamo sul lungomare. Qui le difficoltà nascono dalla mancata separazione del percorso delle biciclette da quello dei pedoni.
Dalle baracchine del viale Italia ai Bagni Pancaldi siamo spettatori di collisioni mancate per un soffio, tra chi passa sui mezzi a due ruote e chi transita a piedi.
La situazione migliora dall'Accademia, con le corsie adeguatamente delimitate.
Incongruenze a due ruote. Che dire dell'utilità dei 200 metri di pista davanti all'Ospedale, o della "ciclabile del benzinaio" di viale Ippolito Nievo, chiamata così dai pandaciclisti di Livorno perché interrotta in direzione nord da un distributore?
Incongruenze e paradossi che si ripetono lungo le piste ciclabili di mezza città. Altrettanto paradossale è osservare i ciclisti che, nel primo tratto di via Cattaneo, non usano la corsia per le bici ma proseguono lungo quella del traffico privato, a causa delle pessime condizioni dell'asfalto.
Speranze future. Certo, non è tutto negativo, e le ciclabili sul lungomare o sul viale Boccaccio sono una dimostrazione di quanto di buono si stia cercando di fare in questo senso. Senza dimenticare che i lavori per la riqualificazione del comparto Boccaccio - Libertà prevedono la costruzione di una pista che colleghi finalmente i percorsi su due ruote fino al mare. Ad oggi, comunque, il dato che emerge è che a Livorno siamo ben lontani dal poter parlare di rete ciclabile.
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