Il Tirreno

Livorno

Aperti tutto l’anno ecco i nuovi Pancaldi

di Juna Goti
Aperti tutto l’anno ecco i nuovi Pancaldi

La super terrazza sul mare e il centro congressi polifunzionale

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Giorgio Bonaventura, patron dello storico stabilimento balneare, dice con orgoglio che di Livorno, in giro per l’Italia, si conoscono tre cose: «Quattro Mori, cacciucco e Bagni Pancaldi». I livornesi, anche chi magari non c’ha mai messo piede, dei Pancaldi conoscono sicuramente le cabine bianche e verdi, le feste del mercoledì sera (le prime che i giovanissimi di intere generazioni hanno potuto assaggiare col benestare dei genitori), il gabbione, le stampe della Belle Epoque. Il libeccio che quando vuole farsi sentire porta via gli ombrelloni e si mangia la puntina. I 3.500 abbonamenti che d’estate ne fanno una cittadina sul mare.

Ma forse ancora in pochi sanno che oggi, nel cuore della palazzina storica nata a metà ottocento, si nasconde un centro congressi unico, recuperato in modo da consumare quanto un appartamento di 45 metri quadri e capace di far parlare, grazie a un sistema all’avanguardia, professionisti al lavoro in due angoli diversi del mondo.

Dopo tre inverni è stato completato il recupero dell’edificio storico con la scritta “Pancaldi”. La famiglia Bonaventura, che ha in concessione lo stabilimento, c’ha messo un milione e mezzo di euro: una parte, come spiega Giorgio Bonaventura, arriva da un bando regionale. Finanziamenti che comunque, precisa, non sono a fondo perduto e andranno restituiti. Il progetto di recupero, curato dall’architetto Giampiero Lombardini dell’Università di Genova e seguito con la lente di ingrandimento della Sovrintendenza (anche la scala antincendio ha dovuto essere rivestita con pietra di Santafiora per oltre 25mila euro), si è piazzato in cima a una lunga lista di richieste, assicurandosi il contributo della Regione alla voce “sviluppo e tecnologie”. Così oggi i Pancaldi sono pronti ad aprire le porte non solo ai bagnanti e non solo d’estate, attraverso il lavoro della società Eventi Italia.

«Con il rinnovo della concessione da parte del Comune – spiega l’amministratore delegato, Roberto Gentilini – sono stati previsti interventi per rendere più funzionale il Palazzo. Abbiamo fatto un’indagine di mercato e abbiamo visto che in città c’erano tante belle sale ma mancava un centro multifunzionale per convegni, eventi, workshop che avesse una tecnologia di un certo tipo».

«Con lungimiranza – chiosa – questi imprenditori hanno investito nella struttura storica e nella nuova impresa con due obiettivi: destagionalizzarla e quindi renderla viva anche in inverno e creare lavoro attirando in città eccellenze».

È Gentilini a farci da Cicerone nell’edificio (circa mille metri, la metà al primo piano dove c’è il salone congressi). Le stampe originali appese alle pareti al piano terra sono una testimonianza di quando, a inizio Novecento, le signore della Livorno bene pattinavano nel salone principale (ridotto negli anni a magazzino). I tappeti con la scritta “Pancaldi 1846” accompagnano la scalinata che porta al primo piano. Qui ecco il salone da 300 posti, con il proiettore e le poltrone che sembrano piccoli troni rossi. Le particolarità sono due. La prima: «Le pareti, il pavimento e il soffitto (è quello originale completamente restaurato) sono trattati con materiali che abbattono la dispersione. I led a basso consumo, poi, si aggiungono ai pannelli solari che sono stati installati su uno dei quattro tetti per alimentare le docce: oggi la struttura consuma quanto un appartamento di 45 metri».

In più la sala, spiega Gentilini, «è dotata di una cabina di regia che gestisce audio, video, digitale e segnali radio criptati, permettendo collegamenti intercontinentali con traduzione simultanea in quattro lingue. Un esempio: da qui un’equipe di medici può seguire in diretta un’operazione in corso a Boston». Il sistema è costato 125mila euro. Sono in piedi trattative per workshop e convegni con un dipartimento oncologico di Roma. «Quello che abbiamo qui non è solo per Livorno – sottolinea Gentilini –è un volano di sviluppo, un’eccellenza capace di attrarre altre eccellenze. Stiamo valutando anche alcune professionalità per eventuali assunzioni». «Ora Livorno e Provincia – gli fa eco Bonaventura – facciano sistema: la torta c’è, vediamo chi ha fame».

Accanto ai convegni resta aperto, anche in inverno, il filone matrimoni, feste, cene. Ed ecco la terrazza di 500 metri, anche quella rimessa a nuovo con arredi luminosi e un sistema di tende a vela collaudato da una ditta livornese per resistere con vento fino a 150 chilometri orari. Ogni fine settimana, da domani, sono in programma cene a tema: è stato messo in piedi un team di lavoro (addetti al web, alla comunicazione...) che collaborerà con la Baracchina Bianca quasi a rispolverare quelli che una volta erano i venerdì chic.

Il piano di rientro per la società è di sette anni, fra tre ci sarà da decidere se rinnovare la concessione. «Siamo fiduciosi – taglia corto Bonaventura – che il buonsenso prevalga».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli