Il Tirreno

Livorno

«Dispiaciuti ma non c’entriamo»

«Dispiaciuti ma non c’entriamo»

«Non sapevo della manifestazione, se queste persone mi avessero chiamato o mandato una e-mail ci saremmo incontrati subito. Le riceverò ben volentieri per spiegare la situazione». Ieri pomeriggio,...

2 MINUTI DI LETTURA





«Non sapevo della manifestazione, se queste persone mi avessero chiamato o mandato una e-mail ci saremmo incontrati subito. Le riceverò ben volentieri per spiegare la situazione». Ieri pomeriggio, dall’altra parte della cornetta, monsignor Simone Giusti si è detto «piacevolmente colpito dalla reazione della città, in particolare di questo rione, in difesa delle religiose: non potrei essere che contento se decidessero di restare, ci mancherebbe...». Ma perché le religiose potrebbero fare la valigia prima di settembre dopo una vita tra i cortili di Shangai?

Giusti fa sapere che a novembre il demanio ha chiesto di rientrare in possesso dell’ex cinemino di via Giolitti, dove oggi si trovano i locali parrocchiali e della Caritas. «Dal momento che il concordato d’uso per l’immobile delle suore lì vicino (quello è della diocesi) era in scadenza, abbiamo deciso di rinnovarlo dicendo che il piano terra non sarà più a uso esclusivo delle suore, ma potrà essere potenzialmente usato anche dalla parrocchia e dalla Caritas, nel caso in cui dovessero lasciare le sale demaniali. Non c’è mai stata volontà di mandare via le suore, che avrebbero a uso esclusivo il primo piano, senza il pagamento di alcun affitto». «È la madre generale – dice – che ha ritenuto di dover ritirare la comunità. Ho ricevuto una notifica dalla Francia a inizio luglio e ho risposto che sono dispiaciuto per questa decisione. Ma la diocesi non ha alcuna giurisdizione in questo senso». «L’unica cosa che possiamo fare e che faremo – chiude – è impegnarci a mantenere i servizi per i carcerati e per il rione. Se le suore andranno via ci siederemo intorno a un tavolo con istituzioni e associazioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana