Anche per il Senato il capoluogo è Livorno ma Filippeschi non ci sta
Confermato il criterio del Comune con maggior popolazione residente ma con un’aggiunta: "Salvo il caso di diverso accordo tra i comuni già capoluogo. Il sindaco di Pisa chiede alla Camera di correggere il testo
Anche per il Senato sarà Livorno il capoluogo della nuova provincia della costa. Qualunque essa sia. Con Pisa soltanto. Oppure con la Versilia e Massa nel caso in cui i Comuni versiliesi dovessero chiedere ai Consigli delle autonomie locali di staccarsi da Lucca e la Regione accettasse questa richiesta.
L'interpretazione autentica del famoso comma sul capoluogo, mal scritto dal governo e che da una settimana fa discutere Livorno e Pisa, è arrivata dall'aula di palazzo Madama. Che ha riscritto (meglio) il testo e l'ha approvato nell'ambito del maxi emendamento sulla spending review. Si legge testualmente al comma 4 bis dell'articolo 17: "In esito al riordino, assume il ruolo di comune capoluogo delle singole province il comune già capoluogo di provincia con maggior popolazione residente". Dunque Livorno. C'è anche un'aggiunta: "Salvo il caso di diverso accordo tra i comuni già capoluogo". Ipotesi che il senato ha previsto ma che appare decisamente poco praticabile, visto che sembra difficile che un Comune rinunci al titolo di capoluogo con tutto quel che esso comporta non tanto in termini di prestigio ma di funzioni e conseguente occupazione.
Il testo precedente recitava invece: "In esito al riordino assume il ruolo di comune capoluogo delle singole province il comune già capoluogo delle province oggetto di riordino con maggior popolazione residente".
A questo punto il testo, approvato con 217 voti favorevoli, 40 voti contrari e 4 astenuti, passa alla Camera per la conversione definitiva in legge.
Filippeschi non ci sta. «La scelta fatta dal Senato è illogica e sbagliata». Lo afferma il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, riferendosi ai criteri di scelta del capoluogo delle nuove province che usciranno dall'accorpamento di quelle preesistenti. «Quanto detto da Pisa finora era vero - aggiunge Filippeschi - perchè la delibera del governo assegnava alle province più grandi fra quelle che si possano accorpare il capoluogo. Ora però il Senato ha cambiato il testo della deliberazione del governo e nel maxiemendamento approvato si dice che 'assume il ruolo di comune capoluogo delle singole province il comune gia' capoluogo di provincia con maggiore popolazione residente, salvo il caso di diverso accordo tra i comuni già capoluogo di ciascuna Provincia oggetto di riordinò. Dov'è la logica? Se si accorpano le province l'unico criterio valido e spiegabile è quello di far riferimento alla popolazione residente delle province: è quella che deve valere anche per la (discutibile) individuazione dei 'capoluoghi'. Ho scritto discutibile fra parentesi, perchè con le province come sono - con competenze ristrette e dimensioni potenzialmente assai diverse - già parlare di capoluoghi è una forzatura e un errore del governo (e ora del Parlamento)».
Per questo, il sindaco pisano chiede «che ci sia una correzione ulteriore nella conversione della Camera» e chiede «a tutti i deputati toscani di fare la massima attenzione» perchè «si rischia di intorbidare il percorso di una riforma che potrebbe essere assai utile». Infine, Filippeschi ha chiesto per domani «la riunione dei capigruppo per decidere la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale prima della discussione in aula alla Camera del disegno di legge sulla spending review».
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