Pescatori di frodo nei guai, «vongole pericolose»
Le guardie ambientale hanno multato sei persone allo Scolmatore. «I frutti di mare vengono rivenduti e mangiati: non comprateli»
LIVORNO. Li hanno trovati poco dopo l’alba a camminare in un metro d’acqua, ognuno con il proprio rastrello in mano, qualcuno in coppia, l’uno a distanza di qualche metro dall’altro. Sotto i loro piedi una distesa di frutti di mare misti a sabbia dentro ai quali – spiegano gli esperti – i valori di metalli sono più che sospetti.
Per questo sei pescatori, tutti residenti nella zona tra Pisa e Livorno, sono finiti nei guai: multati dalle guardie ambientali provinciali dopo essere stati trovati sotto il ponte dello Scolmatore mentre erano impegnati nella caccia di frodo. Ma quello che preoccupa di più è il destino dei frutti di mare e soprattutto la loro pericolosità nel caso in cui vengano mangiati. Ecco perché il messaggio, rivolto a ristoratori ma anche ai privati, è chiaro: «Non comprate merce abusiva da venditori abusivi perché non viene controllata».
In tutto i sei avevano già pescato una decina di chili di vongole nere che avevano sistemata all’interno di diverse buste che sono state sequestrate e il loro contenuto gettato in mare.
Il blitz è avvenuto ieri mattina intorno alle 8 quando gli agenti delle Gav si sono presentati allo Scolmatore. Dall’inizio dell’estate erano arrivate diverse segnalazioni da parte di bagnanti e passanti che in quella zona era una pratica comune quella di andare a pesca con i rastrelli . Il verbale parla di una sanzione amministrativa per aver pescato in una zona nella quale è vietato di 160 euro.
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