Italia
Nuovo scontro Rosi-sindacati
Le segreterie: «Chiarezza sull’accordo o paghi la produttività»
LIVORNO. È scontro aperto tra l’amministratore unico di Aamps, Angelo Rosi, e i sindacati, che come si legge in una nota a firma di Carmine Valente, Stefano Venturini e Luigi Machì (Fp Cgil, Uil e Cisl) la prossima settimana riuniranno in assemblea i lavoratori.
«Dopo i pochi e infruttuosi confronti con l'amministratore unico – scrivono – il 9 luglio il sindaco, quale rappresentante della proprietà, ha convocato le organizzazioni sindacali per trovare una soluzione all'impasse in cui il confronto si era arenato». Ovvero l’assunzione di alcuni autisti. «In quella occasione – riprendono – il sindaco aveva assunto su di sé la responsabilità di sottoscrivere un accordo con i sindacati che oltre a prevedere la presentazione di un piano industriale e il riassetto del management, prevedeva l'assunzione di tre autisti. Nei giorni seguenti, sotto la pressione dei creditori, delle banche e presumibilmente dello stesso amministratore, la promessa delle assunzioni è venuta meno, sfumando in un generico impegno a una valutazione».
Pur in presenza di queste «posizioni ondivaghe della proprietà e dello Rosi che ha minacciato, consegnato e ritirato a più riprese le proprie dimissioni, i sindacati e i lavoratori hanno mantenuto aperta la propria disponibilità, rivendicando il ripristino di corrette relazioni sindacali, che ovviamente si dovevano tradurre in un confronto sul piano industriale e in particolare sui processi di riorganizzazione aziendale e sui piani assunzionali».
Il 25 l'assemblea societaria di Aamps ha confermato la fiducia a Rosi, che ha ritirato le proprie dimissioni, dandogli l'incarico di proseguire nell'azione di consolidamento aziendale. «Considerati gli importanti riflessi di tale decisioni – riprendono i sindacalisti – ci saremmo aspettati un'informativa ufficiale ma le informazioni le abbiamo dalla stampa e dalle comunicazioni che l'amministratore invia direttamente ai lavoratori».
«Appare a noi evidente – accusano – la volontà di azzerare le relazioni sindacali in Aamps e ciò in disprezzo non solo dell'azione svolta in questa fase critica dell'azienda, ma soprattutto in disprezzo e sottovalutazione del ruolo svolto in particolare dalle Rsa nel raggiungimento di standard produttivi e di efficienza e nella creazione di quel forte spirito di appartenenza aziendale che ha consentito un grande livello di collaborazione testimoniato da un bassissimo livello di assenteismo».
I sindacati rivendicano «il ruolo positivo ai fini del risanamento finanziario dell'azione svolta da Rosi», ma «non abbiamo mai creduto, né crediamo agli uomini della provvidenza, pensiamo invece che se c'è una storia positiva nell'azienda, scritta grazie all'impegno congiunto dei lavoratori, del sindacato e di direzioni aziendali che hanno fatto del confronto sindacale strumento di crescita dei servizi e della dignità del lavoro».
«Attendiamo di essere convocati – chiudono – sia per aprire un tavolo di confronto sulla riorganizzazione aziendale, che non può limitarsi alla sola informazione, e sia per definire i termini dell'accordo sulla produttività, in assenza del quale ne rivendichiamo il pagamento».
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