Il Tirreno

Livorno

Si getta sotto al treno, perde un braccio

di Lara Loreti
Si getta sotto al treno, perde un braccio

Da due anni e mezzo il muratore è senza lavoro, a gennaio aveva già provato a togliersi la vita. Ha moglie e un figlio

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LIVORNO. A gennaio un treno di 150 metri gli passò sopra e lui ne uscì miracolosamente illeso. Voleva farla finita. Ma la vita gli ha dato una seconda chance. Ieri la stessa persona si sdraia di nuovo sui binari, un treno gli passa sopra e gli amputa un braccio. Lui si salva, è fuori pericolo di vita. Un déjà vu. Ma il destino ha le idee chiare e non scende a compromessi con questo muratore disoccupato di 48 anni, disperato perché non trova lavoro. È come se il fato gli dicesse che è inutile accanirsi contro. Lui deve vivere. E lottare per il suo futuro. È la speranza che anima anche la sua famiglia, che per la seconda volta ora ringrazia il Cielo per questo doppio miracolo.

Sono le 13 di ieri quando l’uomo, di origini nordafricane, ma da 20 anni in Italia, si reca al famigerato passaggio al livello di via Provinciale Pisana. A piedi percorre circa 600 metri e arriva alla Cigna. Lì si sdraia sul binario e aspetta il treno. Nel giro di pochi minuti arriva un convoglio regionale partito da Firenze e diretto alla stazione di Livorno per poi approdare a Grosseto. Il macchinista si accorge all’ultimo istante della presenza di quell’uomo e prova a frenare, ma l’impatto è inevitabile. Il 48enne viene investito.

In base a quanto accertato dal personale delle Ferrovia dello Stato, sul posto, al momento del tragico incidente, c’è anche un ’altra persona: un residente che, vista la situazione, è accorso per cercare di fermare il muratore. Ma non c’è riuscito. Poi, sotto choc, il cittadino s’è allontanato.

L’immigrato, che ormai, dopo tanti anni nel nostro Paese e a Livorno si considera italiano, da due anni e mezzo è senza lavoro. La sua compagna, commessa livornese, aveva perso il lavoro a dicembre. Ma dopo un periodo nero è riuscita a trovare un’altra occupazione. In difficoltà anche il figlio, che a 19 anni, non riesce a sistemarsi con un’occupazione stabile. E neanche lui, nonostante i numerosi sforzi, è riuscito a trovare nulla.

Al momento del soccorso, dilaniato dal dolore e disperato per la sofferenza legata alla sua situazione, ha manifestato tutto il suo disagio agli agenti della polizia ferroviaria, subito intervenuti, guidati dal comandante Simone De Carlonis.

«Mi hanno preso in giro, mi promettevano lavoro e invece ogni volta era un delusione», s’è sfogato con gli agenti della polfer.

Portato di urgenza in ospedale dai volontari della Misericordia, giunti col medico del 118, nel pomeriggio il 48enne è stato operato e ricoverato in rianimazione. Non è stato possibile salvare il braccio. Le sue condizioni sono serie, ma per fortuna è fuori pericolo di vita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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