Sequestrati i mezzi dei cenciai
Blitz dei vigili urbani all’isola ecologica del Picchianti, dopo gli esposti dei cittadini: quattro denunce
LIVORNO. «Scusa, mi dai qualcosa?». Ogni giorno aspettano che i cittadini si rechino all’isola ecologica del Picchianti per scaricare frigoriferi, tavoli. Cercano soprattutto rame e pezzi di ferro. È il loro lavoro: recuperare la roba che la gente butta via e rivenderla invece che smaltirla. Un’attività che si sono ricavati per sbarcare il lunario. Ieri mattina in 4 sono stati denunciati dai vigili e altrettanti motocarri sono stati sequestrati. È gente giovane. Stranieri e italiani che non hanno lavoro e che si sono reinventati un mestiere, uno dei più antichi: il cenciaio. Solo che questo tipo di attività è abusiva. Non solo. C’è anche un risvolto negativo che ricade direttamente sulla città: alcuni cenciai smontano la roba in mezzo alla strada, prendono ciò di cui hanno bisogno, selezionando con cura i materiali più spendibili. E tutto il resto viene buttato via, senza preoccupazione per l’ambiente circostante. E così si formano cumuli di sporcizia lasciati in mezzo alla strada. Un frigorifero in mezzo al marciapiede, televisori distrutti e abbandonati, vetri ovunque. E tutto questo davanti alla stazione ecologica. Ai vigili (e anche al Tirreno) negli ultimi mesi sono arrivate numerose segnalazioni da parte di cittadini indignati per tutti quei rifiuti abbandonati proprio laddove si dovrebbe lavorare per riciclare e fare ordine. E così la polizia municipale ha avviato un’indagine, culminata nel blitz di ieri.
I vigili hanno identificato 4 persone che sono state denunciate per la gestione illegale (compresa la vendita) dei rifiuti. Ma che sofferenza, per i quattro nel mirino dei vigili urbani, vedere i propri motocarri, allontanarsi carichi di ferro. Chissà quanto avrebbero fruttato quelle bombole svuotate, quei rottami, quei boiler e i pezzi di vecchi scalei. «Cosa dobbiamo fare? Cosa si fa di male? Ricicliamo oggetti che altrimenti andrebbero buttati via...», si lamenta un cenciaio. Lui, che ha moglie e figli, ma non ha lavoro. E ora non sa come fare.
D’altro canto, però, la loro attività mal si concilia con la ragion d’essere della stazione ecologica, cioè quella di tenere pulita la città e creare un’area di smaltimento a cui i cittadini possano rivolgersi per depositare rifiuti ingombranti. Addirittura a fine maggio un residente aveva segnalato che nel prato della stazione ecologica era stata scavata una buca dove venivano messi gli scarti dei rifiuti. Davvero troppo.
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