Il Tirreno

Livorno

Addio intercettazioni, a rischio il processo all’avvocato-imputato

di Federico Lazzotti
Addio intercettazioni, a rischio il processo all’avvocato-imputato

Ok della corte alla richiesta della difesa di Mario Maggiolo. È accusato con altri sei anche di associazione per delinquere

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Centinaia di ore di intercettazione nelle quali gli imputati parlavano dei loro affari – «illegali» secondo la procura – , finiranno nel cestino e non potranno essere utilizzate nel processo che si è aperto giovedì al tribunale di Livorno e che vede tra gli imputati Mario Maggiolo, avvocato di professione, e altre sei persone tra cui Giovanni Morabito e la moglie Sabrina Marinari, oltre a Vincenzo Conti e Donato Filippi, soprannominato “il ragionieri”.

Tra le accuse a vario titolo c’ è anche quella di associazione per delinquere per un giro di giro di carte di credito false in mezza Europa oltre ad aver messo in scena una rapina e un falso incidente per truffare la compagnia “Milano assicurazioni”.

Al centro della battaglia processuale intrapresa proprio dal legale di Maggiolo, l’avvocato Cariello, la validità delle intercettazioni telefoniche.

L’ordinanza della Corte per ora è blindata ma una delle tesi più accreditate per spiegare la decisione è che la difesa, dopo aver chiesto di accedere alle intercettazioni, abbia eccepito la purezza della prova visto che le registrazioni dopo essere state compiute, sono state riversate da un server preso in affitto ad alcuni cd per i quali non è garantita l’assoluta corrispondenza.

Dopo ore di camera di consiglio Collegio ha poi dichiarato l’inutilizzabilità delle intercettazioni. Un colpo per la Procura che adesso dovrà reimpostare tutta la strategia del processo che riprenderà ad ottobre senza poter contare su un pezzo importante dell’impianto accusatorio. «Il processo non è finito», sono le uniche parole che rimbalzano.

L'operazione Plastic è figlia di un'indagine dei carabinieri che tra il settembre del 2006 e il settembre del 2009 scoprirono una presunta rete criminale. Alcuni dei protagonisti hanno già chiuso i loro conti con la giustizia, patteggiando o scegliendo altre strade, e per loro le intercettazione hanno avuto un ruolo fondamentale. Come nel gennaio scorso quando venne disposto per i sette indagati il rinvio a giudizio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani