Il presidio
Addio a Ungheretti, patron di Ciglieri
È morto a 51 anni per le conseguenze di un ictus il titolare del noto ristorante di Ardenza frequentato da vip e calciatori
LIVORNO. Quando si parla di Alessandro Ungheretti viene in mente una sola immagine: via Ravizza, un’elegante cancellata sotto un arco di mattoncini. Sopra la scritta: “Ristorante Ciglieri”. Una sua creatura, che ha fondato e coltivato insieme alla moglie Maila, eccezionale cuoca, come una vera opera d’arte. Ungheretti era un poeta della ristorazione. Numero 1 a Livorno per tutte le guide. È scomparso mercoledì pomeriggio, dopo una settimana di coma: era ricoverato in ospedale Rianimazione, in seguito a un’emorragia cerebrale. Si era sentito male durante una cena a Castiglioncello ed era stato subito portato in ospedale: le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi. Lui ha resistito finché ha potuto, mentre i medici facevano il possibile per contenere il flusso del sangue. Ma l’altro giorno alle 17.30 il suo cuore ha smesso di battere. Una scomparsa prematura e improvvisa, a soli 51 anni, che ha gettato nello sconforto la moglie Maila, il figlio Enrico, 17 anni, il fratello Luciano e i parenti. Il suo corpo è stato portato alla camera mortuaria dell’ospedale dove ieri c’è stato un via vai continuo di persone che hanno voluto portare l’ultimo saluto al ristoratore.
Personalità eclettica, attivo dalla moda alla cucina. Una carriera tutta in ascesa quella di Ungheretti, che s’è sempre dedicato anima e corpo alla ristorazione, con un unico obiettivo: la qualità. Insieme a sua moglie, ha fondato il ristorante Ciglieri 22 anni fa nella sua prima sede in via Franchini. E sin dal progetto iniziale, i due professionisti hanno avuto le idee chiare: volevano mettere su un locale raffinato in cui ognuno aveva il suo ruolo ben definito. Da una parte la moglie Maila, chef di professione, appena tornata a Livorno dopo aver lavorato per anni nei migliori ristoranti d’Europa. Dall’altra lui, Alessandro, sommelier per passione, con grande sensibilità e spiccato senso intuito nell’abbinamento cibo/vino e nell’individuare prodotti sempre nuovi e innovativi. Ungheretti non si negava mai l’aggiornamento professionale, girando e informandosi costantemente nel suo settore.
Da Ciglieri (cigliere era il luogo dove il contadino riparava i suoi strumenti, per questo era anche una specie di laboratorio) vengono soprattutto clienti da fuori, pochi i livornesi. Il locale è su tutte le migliori guide turistiche, segnalato anche dal Gambero rosso.
Un posto elegante e raffinato nella proposta del menù e dei vini, ma anche nell’arredamento, in controtendenza per Livorno. Ma amato anche in città, dove si spesso si sente dire: «Se vuoi fare bella figura vai da Ciglieri». La sua fama nazionale ha fatto sì che il locale sia stato negli anni un punto di riferimento per turisti, buongustai ed esperti, ma anche per vip. Clienti affezionati di Ciglieri sono sempre stati Maldini padre e figlio, Lucarelli, Alessandro Doga, ex bandiera del Livorno, oltre a una serie di personalità della Milano bene, che spesso venivano in città apposta per mangiare le specialità di Ungheretti e Maila Prispoli.
Ma il 51enne non era solo un ottimo ristoratore: in gioventù aveva lavorato come stilista e aveva anche fatto delle mostre a Carrara e in giro per la Toscana. Lo racconta il fratello maggiore Luciano: «Da ragazzo aveva quella passione, ma il suo vero amore è sempre stata la cucina». Negli ultimi anni, la vita di Alessandro è stata tormentata da tanti lutti: aveva perso il fratello Piero a Tunisi ed entrambi i genitori. E ora Luciano è distrutto dal dolore: «Ho 19 anni di più e per me lui è stato un figlio: me lo sono allevato e ora vederlo morire mi uccide».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
