Il Tirreno

Livorno

CITTADINI infuriati

«Ma quando c’era la ciclabile i rischi non c’erano?»

LIVORNO. «L’auto della polizia municipale aveva due ruote sul marciapiede e due sulla strada. Era parcheggiata davanti al tribunale. Quando sono passata con la mia bici uno dei tre vigili è uscito,...

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LIVORNO. «L’auto della polizia municipale aveva due ruote sul marciapiede e due sulla strada. Era parcheggiata davanti al tribunale. Quando sono passata con la mia bici uno dei tre vigili è uscito, mi ha chiesto di fermarmi e mi ha detto che ero in contravvenzione. Ho pensato ad uno scherzo e invece era tutto vero, mi ha chiesto i documenti e ha stilato il verbale». Ilaria Rapetti, 38 anni, è una delle decine di cicliste pizzicate ieri mattina per essere passata sul marciapiede di via De Larderel in sella al suo mezzo. «Andavo a lavoro, come ogni mattina alle nove, come tutti quelli che passano di lì e che sono stati fermati. C’è qualcuno che è stato fermato anche se portava la bici a mano, e dall’incredulità sono presto nate diatribe aspre».

Rapetti regala al giornale la stessa riflessione che tutti i multati ieri hanno contestato ai vigili. «Credo che un posto di blocco contro le biciclette sia uno schiaffo alla realtà cittadina, ai problemi che i cittadini vivono quotidianamente per colpa di auto in doppia fila, motorini che vanno ovunque, marmitte rumorose, limiti di velocità non rispettati. Lì c’era una pista ciclabile, c’era anche il famoso primo semaforo per biciclette. Poi è stato deciso di togliere tutto, la pista, l’accesso ai ciclisti, ma una domanda non può non nascere spontanea: se le bici non erano pericolose prima perché lo so adesso?».

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