Il presidio
Cartelli e grida, protesta del Fials
Sindacato a tu per tu con Cosimi e seduta interrotta: «Sanità abbandonata». Il sindaco: basta forzature
LIVORNO. Salvatore Capuozzo (Udc) sta invitando il sindaco ad andare avanti anche senza gli ormai ex alleati di Sel e Idv quando nella sala del consiglio comunale entrano i rappresentanti del Fials, il primo sindacato dell’ospedale. Una ventina di persone “armate” di cartelli contro i tagli alla sanità e la realizzazione del nuovo ospedale («si farà vuoto, ma si farà», si legge uno dei volantini).
Il gruppo srotola gli striscioni, il presidente Enrico Bianchi fa notare che è vietato dal regolamento e arrivano i vigili urbani. Qualche attimo di tensione, un cartello che si strappa, il segretario del Fials, Massimo Ferrucci, che grida alla censura: è a questo punto che il sindaco Alessandro Cosimi scatta dal bancone della giunta e raggiunge i manifestanti.
Per un quarto d’ora la tensione è alle stelle: grida naso contro naso, parole forti, i manifestanti che accusano l’amministrazione comunale di essersi disinteressata dei problemi della sanità livornese, il sindaco che controbatte che «nessuno si è mai defilato, è l’ora di smetterla di forzare sempre la mano, c’è un piano di Area vasta che non decidiamo noi».
I consiglieri sono tutti in piedi, la seduta si ferma per almeno un quarto d’ora di fuoco. Momenti di tensione anche tra Ferrrucci e il consigliere e medico di una clinica privata, Alessandro Latorraca, che dopo la protesta ha fatto sapere di avere scritto una lettera al sindaco. «Ferrucci – racconta Latorraca, che grida alla strumentalizzazione e a un modo incivile di presentarsi in consiglio – si è rivolto a me dicendomi di stare zitto perché difendo solo i miei interessi privati e non la sanità livornese. Non lo accetto, è lesivo della mia dignità e del ruolo di consigliere».
Passato il caos e ripresa la seduta, i vertici del Fials si riuniscono in assemblea nella sala vicina, seguiti da alcuni consiglieri dell’opposizione. «È da febbraio – ripetono – che chiediamo al sindaco un segnale sulla sanità e invece la situazione si sta aggravando, con una riorganizzazione fatta dal direttore Monica Calamai senza neanche un Pal (piano attuativo locale). Il primo cittadino – ribadiscono – aveva preso degli impegni con i lavoratori, che hanno constatato come a lui il settore non interessi».
Al tavolo quelli del Fials vanno giù duro, contestando il piano di riorganizzazione per intensità di cura appena avviato dall’Asl: «Il grande contenitore dell’area medica è la rappresentazione della riorganizzazione in salsa livornese. Tagliare 40 posti letto in medicina generale senza adeguati servizi sul territorio porterà di certo ricadute sui cittadini e il personale è così costretto a carichi di lavoro eccessivi».
«Occorre fermare il dissolvimento della sanità pubblica livornese – si legge sul volantino distribuito ai consiglieri – la Asl 6 dal 2001 non ha più un Pal e la Conferenza dei sindaci e il suo presidente (Cosimi, ndr) hanno permesso di concentrare tutto il potere nelle mani del direttore generale. Chiediamo che a Livorno si apra una discussione e si definisca una programmazione chiara, invece la direzione fa ciò che vuole senza che la politica dica niente».
Il Fials contesta anche il piano di Area Vasta, perché «penalizza Livorno. È assurdo che l’Asl 6 con 300mila abitanti venga espropriata di attività sanitarie fondamentali, divenendo una filiale secondaria dell’azienda ospedaliera pisana. Servizi fondamentali sono a rischio, come del resto c’è il rischio di perdere altre unità operative, dalla neurochirurgia alle malattie infettive». Infine la stoccata alla Regione: «Paventa riduzione di unità operative e della spesa del personale, con aumenti del ticket. Deve ridurre prima gli sprechi, non aumentare le tasse».
I consiglieri d’opposizione presenti hanno annunciato che presenteranno una interrogazione da far firmare a tutti i colleghi che aderiranno. Marco Cannito (Città diversa) chiarisce che «non ne facciamo una questione sindacale, ma da tempo denunciamo la dissoluzione della sanità livornese». Gli fa eco Marcella Amadio (Pdl): «Il documento Pd sulla sanità è aria fritta». Presente anche Andrea Romano (Idv): «Chiederemo che a Livorno si riunisca la commissione sanità della Regione. Poi servirà un consiglio comunale aperto, come hanno fatto in altri Comuni».
Juna Goti
Anna Cecchini
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