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Posta a rischio: via 17 portalettere su 89
L’azienda annuncia il taglio del personale anche in città. Sindacati sul piede di guerra. «Consegne ogni due o tre giorni»
LIVORNO. La posta in cassetta? Da settembre potrebbe non essere più un’abitudine quotidiana. E stavolta il taglio (del personale e di conseguenza del servizio) non riguarda piccoli centri in cui i cosiddetti parametri di economicità rappresentano per forza un’utopia, ma la città di Livorno.
Da Antignano a Shangay, da Montenero al Picchianti, a settembre, ad andar bene a inizio ottobre, spariranno diciassette portalettere. Tanti? Tantissimi, se si considera che oggi sono 89 e riescono a consegnare tutta la posta del giorno facendo quotidianamente qualche ora in più di lavoro e sforando spesso in zone di non competenza. Si tratta di un 20 per cento del personale che sparirà, e che inevitabilmente, secondo i sindacati, creerà un grave disservizio.
La notizia dell’ipotesi-taglio per i postini era già uscita ad aprile. Con un numero provinciale: 39 portalettere di troppo. Ora arriva il dato cittadino: 17 solo a Livorno. La domanda nasce spontanea: che tipo di personale è? E la risposta fa tremare i sindacati: tutti dipendenti a tempo indeterminato. «Dall’azienda aspettiamo intanto una risposta: come intende governare le eccedenze? - sottolinea Giuseppe Luongo, Cgil -. Dato che ci hanno voluto rassicurare sul fatto che non licenzieranno, pensano magari di trasferire queste persone che loro reputano di troppo a cento o duecento chilometri da casa, costringendole a licenziarsi da sole? O le ricollocheranno in ufficio?».
I sindacati sono sul piede di guerra. Molto più sulla questione delle eccedenze che su quella degli sportelli destinati a scomparire. «Su questi - continua Luongo - l’azienda si è detta pronta a confrontarsi. Ma sulla consegna della posta il vento che tira è molto brutto. Le Poste stanno tentando di abituare i cittadini al fatto che il portalettere possa passare anche una volta ogni due giorni. E finirà che magari passerà anche una volta ogni tre. In tutta la Toscana hanno stimato 600 persone di troppo a tempo indeterminato. Su questo aspetto siamo pronti al conflitto, senza se e senza ma. Aspettiamo solo che ci diano le date in cui partirà l’operazione e ci muoveremo». I primi due portalettere dei 39 della provincia dovrebbero essere tagliati a Portoferraio. Forse già la prossima settimana. Poi toccherà a Piombino, dove sono previsti otto esuberi. Poi la Val di Cecina e infine i 17 livornesi.
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