Il Tirreno

Livorno

Porto, ecco l’intesa anti-insabbiamento

di Gabriele Firmani

Livorno e Pisa tornano a collaborare dopo lo strappo: firmato l’accordo per le “porte vinciane”

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FIRENZE. Le “porte vinciane” sul Canale dei Navicelli, all'ingresso della Darsena Toscana, rimarranno «normalmente chiuse». L'accordo – che ha così messo da parte vecchie incomprensioni del passato – è stato firmato ieri mattina a Firenze in Regione dai rappresentanti di Autorità portuale livornese e da quelli di Comune, Provincia e Camera di Commercio tanto di Pisa che di Livorno.

Le chiuse (“porte vinciane”), poste a confine fra Scolmatore e ingresso alla Darsena Toscana del porto di Livorno, saranno aperte soltanto in concomitanza con l'apertura degli adiacenti ponti mobili per far passare i panfili in arruivo dalle darsene della cantieristica pisana.

«Un successo, la firma di questa intesa – ha salutato l'accordo GiulianoGallanti, presidente dell'Autorità portuale di Livorno – che ci permette adesso di guardare al futuro con maggiore sicurezza».

Il piano, che vede stanziati 1 milione 350 mila euro, di cui 450 mila euro di provenienza dell'Autorità portuale di Livorno, 300 mila euro messi a disposizione dalla Regione, 150 mila euro a testa fra Camera di Commercio pisana e livornese, e le restanti parti ripartite fra i due comuni e le due province, prevede entro due mesi, l'avvio delle fasi di escavo dei sedimenti, prima dell'area direttamente prospiciente alle chiuse, poi dell'alveo dello Scolmatore e infine della Darsena Toscana.

«Senza questo intervento – ha continuato – il porto di Livorno rischiava di diventare un porto per traghetti e non più per grandi navi».

La soluzione a monte, del problema dell'insabbiamento della Darsena Toscana, dovrà poi qui infatti essere accompagnata dal dragaggio dell'area terminal. Se l'Autorità portuale di Livorno sarà incaricata del monitoraggio dei fondali dell'alveo dello Scolmatore e della movimentazione dei sedimenti per garantire la navigabilità del Canale dei Navicelli, al Comune di Pisa, tramite la controllata Navicelli Spa, spetterà l'apertura e la chiusura delle porte. Questo fino alla realizzazione della nuova foce armata dello Scolmatore, finanziata dallo stesso piano, e prevista entro il 2014.

«Un'operazione – ha sottolineato Giorgio Kutufà, presidente della Provincia – che vuole segnare un primo importante passo verso quell'unità fra Pisa e Livorno cui ci porteranno le riforme all'esame del Parlamento».

Kutufà ha ricordato come l'intesa, sia destinata, oltre alla completa messa in sicurezza del porto, a cambiare anche l'immagine delle sue acque, che perderanno così la loro tonalità melmosa. E ha richiamato anche quello che dovrà essere il traguardo finale dell'intero progetto, e cioè la completa navigabilità dello Scolmatore, chiamato a divenire la porta di accesso ufficiale al mare per l'intera cantieristica pisana.

È un risultato che non potrà prescindere dal completo rifacimento del ponte di Calambrone già previsto dal precedente accordo di programma per l'adeguamento idraulico del Canale Scolmatore, siglato lo scorso 11 gennaio. Tempi per la realizzazione di questa ultima fondamentale opera? Attualmente è ferma alla sua fase preliminare di progettazione, ma la realizzazione è prevista per la fine del 2015.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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