Il Tirreno

Livorno

«Così le crociere moriranno presto»

di Giulio Corsi
«Così le crociere moriranno presto»

Piccini chiede di accelerare il piano per l’Alto Fondale ai passeggeri. Domani incontro Authority-Porto2000-Compagnia

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LIVORNO. «Le grandi navi da crociera hanno tre possibilità: o vanno all’Alto Fondale o vanno al Molo Italia, oppure non entrano. Davanti a questa alternativa cosa decide di fare il porto di Livorno?». Nella domanda retorica (ma neanche troppo) di Roberto Piccini, numero uno di Porto 2000, c’è uno dei grandi temi scottanti sul futuro del nostro scalo. Una questione che ha «i connotati dell’emergenza», come ha ammesso ieri a Palazzo Rosciano il presidente della Port Authority Giuliano Gallanti. E che forse già domani potrebbe trovare un’ipotesi di soluzione in una riunione fissata d’urgenza a cui parteciperà anche Enzo Raugei, presidente della Compagnia, che ha in concessione l’Alto Fondale.

A neanche 24 ore dall’episodio della Liberty of Seas, il gigante da 340 metri e 4000 passeggeri della Royal Caribbean costretto a trovare appoggio a La Spezia visto che a Livorno non c’era una banchina disponibile, a Palazzo Rosciano Gallanti ha incontrato Piccini. Ed è tornato sul tavolo l’accordo tra Porto 2000 e Compagnia relativo alle modalità di cessione degli accosti 46 e 47, testate di punta dell’Alto Fondale. Di quella cessione, come si è ben visto lunedì, c’è bisogno. Ma anche la Cilp ha bisogno dei suoi spazi. E non è un caso che lo stesso Piccini sull’episodio della Liberty sottolinei che non sia stato un problema di collaborazione ma di possibilità. «All’Alto Fondale c’erano tre navi sotto carico, non era possibile fare diversamente», ammette.

Il problema è che il rischio di un rewind di ciò che è accaduto lunedì e che già era accaduto un mese fa con la Carnivale Breeze, è quotidiano. «In questo modo non arriviamo ad agosto. O si crede nelle crociere o non ci si crede ma non si può vivere alla giornata - sbotta Piccini -. La Porto 2000 non gestisce l’ormeggio. Chi lo gestisce (la Compagnia, ndr) ha diritto di sviluppare le proprie potenzialità al meglio. Bisogna però partire da un presupposto: se tutti lavoriamo nell’interesse del porto, senza pestare i piedi a nessuno, si può arrivare a una soluzione che non danneggi i lavoratori, il porto e neanche la Toscana, visto il ruolo e le responsabilità che il nostro scalo, anche a livello passeggeri, vanta».

Tradotto: serve che in attesa della completa zonizzazione annunciata mesi fa dall’Autorità Portuale si cominci a dare concretezza al passaggio dell’Alto Fondale alla Porto 2000 e alle concessioni in cambio che garantiscano alla Cilp il mantenimento dei volumi di traffico commerciale e forestale, a partire dalle aree libere del Molo Italia in attesa del dragaggio del lato nord dello stesso Molo.

Sarà questo il grande tema all’ordine del giorno di giovedì, che a questo punto diventa una giornata clou per lo scalo livornese: da un lato l’incontro Autorità-Porto 2000-Compagnia per garantire accosti (dunque futuro) alle crociere, dall’altro l’incontro con i sindacati per il tanto atteso e benedetto patto sul lavoro.

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