Meteo
Mercatino, sos dai banchi di verdura e formaggi
In via dei Pensieri gli ambulanti di generi alimentari sono sul piede di guerra «Qui mancano elettricità, acqua e igiene: il Comune ci sposti o scioperiamo»
LIVORNO. Mosche, caldo e sporcizia dovrebbero essere agli antipodi rispetto alla vendita di generi alimentari. Per gli ambulanti del mercatino del venerdì, invece, la convivenza con alte temperature e scarse condizioni igieniche è, loro malgrado, una routine. Per questo hanno deciso di dire basta: «Così non ce la facciamo più, se l'assessore Paola Bernardo non ci darà risposte a breve organizzeremo una serrata di protesta. Non vogliamo essere condannati a una morte certa».
A dissotterrare l'ascia di guerra sono i venditori posizionati in fondo a via dei Pensieri, nella zona che costeggia l'ippodromo Caprilli. È in quest'area che si trovano le attività dedicate ai generi alimentari: ci sono il caseificio, il frutta e verdura e la pescheria.
Una location non attrattiva secondo i venditori che finisce per essere sempre deserta. «Questo è il braccio del mercatino – spiega Mauro Farris, che vende prodotti tipici sardi – che più dista dal parcheggio del campo scuola e dello stadio, figurarsi rispetto al palazzetto».
Ma il vero problema non è la viabilità. «Secondo la normativa – interviene Francesco Goita – gli ambulanti che commerciano prodotti enogastronomici devono avere il collegamento con l'energia elettrica e l'acqua corrente». Invece il mercato settimanale ne è sprovvisto, con conseguenti disagi e difficoltà per la refrigerazione degli alimenti, soprattutto d’estate.
«Come facciamo a vendere la ricotta?», aggiunge Goita. «Eppure – dicono in coro gli ambulanti che venerdì mattina hanno improvvisato una piccola protesta – paghiamo salatamente l'occupazione del suolo pubblico».
Non sembrano esserci possibilità di trasferimento, nemmeno per i commercianti che vantano maggiore anzianità e sono ai primi posti della graduatoria per le assegnazioni. «Io sono il secondo in graduatoria, qui da oltre 25 anni – dice Goita – la mia collega del panificio è la prima ed è qui da più di 30, ma il cambiamento di sede ci è stato negato».
Il motivo è sempre lo stesso: il reparto di enogastronomia deve essere situato per questioni igieniche in una zona ben confinata del mercato, lontano da scarpe e borse. «Ma quale igiene – sbotta Antonio Errico del frutta e verdura – la mattina siamo costretti a pulire i marciapiedi dagli escrementi dei cani». Inoltre la vicinanza con l'ippodromo causa una vera e propria invasione di mosche e insetti.
Anche il rapporto con i residenti non è dei migliori. Per ovviare al problema della mancanza di energia elettrica gli ambulanti avevano tentato di arrangiarsi per la refrigerazione attraverso dei generatori portatili. Ma il rumore del gruppo elettrogeno ha scatenato le proteste degli abitanti. «Chiediamo – è l’appello – di poter essere spostati in un'area più consona e attrezzata, come avviene in tutti i mercati della regione. Ma questa città è immobile e l'amministrazione sorda alle nostre richieste. Il nostro obiettivo è quello di aprire un dialogo e un confronto per salvare le nostre attività».
Le sanzioni dell'azienda sanitaria rischiano di essere pesanti. Gli ambulanti vorrebbero trasferirsi con frutta, verdura e formaggi nel piazzale antistante lo stadio, dotato di apposite colonnine per l'allaccio alla fornitura elettrica. Minacciano battaglia: «Se l'assessore non ci ascolta, chiudiamo per protesta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
