Il presidio
Idv si prepara al congresso corsa a due per la segreteria
Accanto al capogruppo Andrea Romano spunta il nome di Mario Gambacciani Già pronte due mozioni per convincere gli iscritti: votazione prevista il 14 luglio
LIVORNO. La data è stata fissata: il 14 luglio, giorno consegnato alla storia per la presa della Bastiglia, l'Italia dei Valori andrà a congresso per eleggere il nuovo segretario provinciale. Tutti i dettagli saranno resi noti tra qualche giorno: gli iscritti saranno invitati a raggiungere le urne nel salone della circoscrizione 1, in Corea.
Chi sono i rivoluzionari e cosa rappresenta la Bastiglia in questa corsa dei dipietristi labronici si capirà solo tra qualche giorno. Intanto, insieme alle indiscrezioni, saltano fuori i primi colpi di scena.
Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, a correre per la carica di coordinatore saranno in due: il capogruppo in Comune Andrea Romano e il dirigente Mario Antonio Gambacciani.
Anche se entrambi prendono tempo per ufficializzare la candidatura, le mozioni che devono essere accompagnate almeno da venti firme sono già pronte.
La candidatura di Romano - 36 anni, consigliere comunale, laureato in giurisprudenza e funzionario amministrativo - era scontata. Dopo le ultime tensioni in Comune (con querela finale rifilata dall’ex sindaco Gianfranco Lamberti), se fosse eletto alla guida del partito lascerebbe la carica di capogruppo al collega Lorenzo Del Lucchese.
La sua politica di rottura a Palazzo Civico gli ha procurato amici all’interno del partito (a partire dal segretario regionale, Fabio Evangelisti e dall’attuale reggente, Benedetto Tuci, che ha già dichiarato che voterà per lui), ma anche molti nemici. Così la candidatura in extremis di Gambacciani potrebbe riservare sorprese.
Gambacciani ha 57 anni, lavora alla Piaggio, è laureato in economia e in scienze politiche: con Di Pietro da una quindicina di anni, è stato responsabile del dipartimento nazionale economia e sviluppo e delegato a negoziare la posizione del partito per la stesura degli aspetti economici del programma elettorale di Prodi.
Nella mozione che tiene nel cassetto scrive di voler superare la «fase di muro contro muro che purtroppo ha caratterizzato le vicende livornesi del partito». Non vuole essere dipinto come l’uomo della contrapposizione e punta, semmai, sull’intento «costruttivo».
Gli occhi, non solo dipietristi, sono tutti puntati su questa elezione. Anche perché il nome del segretario, con le alleanze in movimento per le prossime elezioni, non sarà un dettaglio.
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