Ma la partita è solo rinviata al 12 luglio
Cgil e Uil: il patto del lavoro identifichi la nuova organizzazione. Sel e Prc: basta guerre tra operatori
LIVORNO. «Il tavolo non ha definito in modo compiuto la tutela dei livelli occupazionali, ma ha ripristinato la condizione ante delibera del 4 luglio, rinviando quindi la definizione di questa particolare situazione alla firma del Patto del Lavoro e ai suoi contenuti che dovranno identificare in modo inequivocabile quale modello di organizzazione del lavoro deve trovare applicazione nel porto di Livorno insieme alle nuove tutele occupazionali per tutti i lavoratori». E’ la lettura della Filt Cgil al termine dell’incontro non-stop che ha portato ieri alla sospensione dello sciopero in porto.
Sul caos in banchina anche la Uil era stata chiara: «Le informazioni sui volumi delle merci e sui crescenti traffici facevano ben sperare in una mediazione tesa ad evitare traumi occupazionali e tensioni sociali. Ma l’aver convocato con urgenza e con esiguo preavviso il comitato ci ha posto di fronte al certo trauma occupazione ed al probabile conflitto sociale», aveva commentato il segretario Uiltrasporti Sodano, chiedendo che il tavolo identifichi i criteri di assorbimento degli esuberi e di contenimento delle tensioni».
Mentre le banchine si fermavano, in mattinata la Cisl (che non aveva aderito allo sciopero) spiegava le motivazioni che l’avevano spinta a partecipare al comitato e votare a favore: «Era un voto sul rinnovo di un’autorizzazione - spiegava Dario Menichelli - Seatrag aveva i requisiti per ottenerla e in più c’erano i caratteri di urgenza legati alla questione sicurezza. Il voto era legittimo. La questione occupazionale è grave, certo e il tavolo per il lavoro ha quell’obiettivo».
Tra i partiti intervenivano Rifondazione e Sel. «La federazione della Sinistra è con tutti i lavoratori del Porto - diceva Lorenzo Cosimi - perché il diritto al lavoro è indivisibile. Da tempo denunciamo una disattenzione dell'Autorità al rispetto delle regole. Non è accettabile che i margini di competitività si ricerchino nella deregulation e che scelte importanti si facciano prescindendo dal rapporto di concertazione con le organizzazioni sindacali. Non accettiamo che si mettano lavoratori contro lavoratori».
E Ghilarducci aggiungeva: «L’alta tensione tra i lavoratori è una conseguenza grave di certi atteggiamenti e certi accordi. Il percorso che dobbiamo seguire deve portare a una specializzazione del porto, non a un ribasso tariffario, ma un pool di manodopera unico. Al patto del lavoro dobbiamo lavorare tutti insieme, la competizione deve essere all’esterno non tra operatori». (g.c.)
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