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Il Comune ora alza la voce «Vogliamo sapere che succede»
LIVORNO. La chiazza non sparisce ma forse siamo a una svolta. Dopo tanti tentennamenti il Comune sembra aver finalmente preso in mano la situazione per capire i motivi per cui il mare di San Jacopo,...
LIVORNO. La chiazza non sparisce ma forse siamo a una svolta. Dopo tanti tentennamenti il Comune sembra aver finalmente preso in mano la situazione per capire i motivi per cui il mare di San Jacopo, un giorno sì e l’altro pure, si tinga di marrone.
L’assessore Mauro Grassi, dopo alcuni contatti con la capitaneria, ha sollecitato l’Arpat che ieri mattina ha effettuato un nuovo sopralluogo in zona, prelevando un campione di acqua esattamente tra la chiesa e l’Accademia, dove la chiazza è ormai di casa. «L’Arpat si è impegnata a consegnarci i risultati venerdì (domani, ndr). Sarà interessante vedere se nella zona della chiazza si supereranno i limiti di presenza di escherichia coli oppure no. E a quel punto si potrà intanto capire se c’è un legame tra la colorazione marrone dell’acqua e il batterio».
Per adesso gli esperti brancolano nel buio. Dalla Marina continuano a definire molto inverosimile l’ipotesi che la chiazza nasca dai lavori effettuati al molo all’interno dell’Accademia e molto inverosimile che l’escherichia coli sia legato alla chiazza e ai lavori, come ha sottolineato al Tirreno da La Spezia il comandante del dipartimento marittimo dell’Alto Tirreno, ammiraglio Toscano.
«Risulta strano che escherichia coli e lavori siano legati - conferma Grassi - però il fatto ad oggi resta inspiegabile e questo non va bene. Vogliamo sapere i motivi per cui il mare si tinge di marrone e per cui si sia trovato escherichia coli fuori dai limiti nel mare dell’Accademia. I cittadini devono essere informati su come stanno le cose e sui responsabili». Meglio tardi che mai.
(g.c.)
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