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Livorno

LACRISI DELL’AZIENDA

Aamps, Cosimi chiama i sindacati

Aamps, Cosimi chiama i sindacati

Voci sulle dimissioni di Rosi. Il primo cittadino: «Non esiste proprio»

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LIVORNO. Nella guerra tra Angelo Rosi e i sindacati, il socio di Aamps, cioè il Comune nella persona del sindaco, prova a indossare i panni del mediatore. Lunedì mattina, infatti, si terrà a Palazzo civico un incontro tra Alessandro Cosimi e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Al momento non è dato sapere se sarà presente anche Angelo Rosi. Ma l’ipotesi è molto remota. Anche perchè nell’azienda di via dell’Artigianato c’è molta tensione. Nella giornata di ieri, tanto per capire il clima, si sono rincorse le voci delle possibili dimissioni da parte dell’amministratore unico. In realtà Rosi ha dato la sua disponibilità a lasciare ma il sindaco non ha voluto neppure affrontare il problema. «Dimissioni? Non esiste proprio», ha tagliato corto Cosimi. Intanto, la replica di Fp Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti non si è fatta attendere. «Nessuna ritrattazione da parte nostra - spiega Carmine Valente, segretario generale Fp Cgil -. I delegati sindacali hanno messo subito in chiaro che la rinuncia al premio di produzione passava da tre vincoli fondamentali». Vincoli che riguardano il completamento del piano assunzioni già avviato (tre autisti, due operatori sul termovalorizzatore e un capo officina), ma anche la presentazione di un piano industriale e il riassetto del management, per dare ad Aamps una nuova struttura gestionale. «Quando l'amministratore ci ha comunicato le difficoltà per le assunzioni - ricorda Valente - abbiamo chiesto almeno quelle per i 3 autisti. Ma Rosi ha interrotto la trattativa, lasciando il tavolo di confronto e dicendo che non aveva tempo da perdere». L'assemblea di martedì mattina è stata «una brutta pagina nella storia dell'azienda», commenta il segretario Fp Cgil. «Rosi ha presentato ai dipendenti scenari di fallimento, incutendo paura e minacciando le dimissioni. Inoltre non è stata data la possibilità di intervenire ai nostri delegati. La maggior parte dei lavoratori, infine, non è affatto con lui, ma contro di lui».

Oggi le Rsa hanno convocato un'assemblea. Si era parlato della possibile proclamazione dello stato di agitazione, ma i sindacati sperano di riprendere le trattative. «Non ci interessa alzare i toni - conclude Valente - quanto trovare un accordo. Se però continuerà questo irrigidimento, dovremo ridiscutere la questione».

Giorgio Carlini

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