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Prigionieri della nave fantasma: «Siamo senza soldi e passaporto»
La "Mersa 2" si è incagliata all’Elba un mese fa per una distrazione dell'equipaggio e da allora è ferma al porto di Livorno. Dodici marittimi turchi non possono andare via perché «la Polmare, dopo l'incidente, ha ritirato il loro passaporto»
LIVORNO. La “Mersa 2” si è incagliata due volte: all'alba del primo giugno sugli scogli di Sant’Andrea, a nord ovest dell'isola d'Elba per colpa di una distrazione dell’equipaggio e ora da un mese sono la burocrazia, le mancate riparazioni allo scafo e soprattutto i debiti dell'armatore a tenere ancorato il mercantile e tutto il suo equipaggio nel porto di Livorno.
«Sono tutti cittadini turchi a cui la Polmare, dopo l’incidente del mese scorso, ha ritirato i passaporti, e per questo sulla carta sono clandestini e non possono scendere». Dal ponte di comando del cargo battente bandiera panamense escono uno alla volta undici marittimi, poi da sottocoperta spunta la cuoca. È lei a raccontare la necessità più impellente: «La cambusa – racconta in una lingua che mescola inglese e turco – si sta svuotando, i viveri scarseggiano e cominciamo ad essere stanchi di stare fermi qua dentro».
«Salendo dentro al mercantile – racconta l’avvocato Neri che cura gli interessi dei marinai e potrebbe chiedere il sequestro della nave – sembra di entrare nel remake del film The Terminal dove Tom Hanks non poteva né partire né tantomeno uscire». Due anni fa una situazione simile è accaduta all’equipaggio della nave «Alfonsito» che batteva bandiera cipriota. Per risolvere la situazione servirono quasi due anni. Nessuno ha avuto il coraggio di raccontare questo precedente ai marittimi della “Mersa 2”.
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