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Sos Agelp, giro di vite sui controlli

Sos Agelp, giro di vite sui controlli

Gallanti: linea dura contro chi cerca di dribblare le regole. Provinciali: segnali ok dalle imprese

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LIVORNO. «Livorno non rimarrà senza il suo “articolo 17”. L'Agelp è l'unico soggetto abilitato ad offrire manodopera durante i picchi di lavoro e rimarrà in vita, in un modo o nell'altro». Le parole di Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority, sgombrano il campo dal rischio che sia tirata definitivamente giù la saracinesca dell’agenzia di via Donegani (un curioso ibrido formalmente di proprietà di un gruppo di imprese portuali ma di fatto un soggetto quasi pubblico visto che è l’istituzione portuale a regolamentarne ogni aspetto).

Certo, non è ancora in cassaforte la soluzione definitiva che i 64 addetti auspicano (e per la quale stanno presidiando senza sosta il quartier generale della società pur senza bloccarne l’operatività). Ma i protagonisti della lotta hanno colto al volo il segnale: «I lavoratori di Agelp si dicono soddisfatti dell'incontro con i vertici dell’Authority – dice EdoardoDel Nudo, sindacalista della Rsa Agelp – in quanto è stata evidenziata la volontà di mantenere l'”articolo 17” nel porto di Livorno».

Il punto è proprio quello: l’”articolo 17” sono i soggetti autorizzati a fornire manodopera a fronte di surplus di lavoro, a Livorno c’è solo l’Agelp ma c’è tutto un pullulare di imprese (cosiddette “articolo 16”) che, anziché prestare servizi, impropriamente offrono braccia. Lo ha ripetuto ieri lo stesso Gallanti: è un tasto sul quale sindacati e lavoratori Agelp insistono con forza. L’Authority promette un giro di vite: soprattutto non ci saranno più remore nei confronti di chi ha già beccato il cartellino giallo dell’ammonizione. «Alcuni sono già stati diffidati. In caso di reiterazione, non esiteremo ad adottare misure più forti». Si tratta di misure drastiche: c’è in ballo la sospensione e, se del caso, anche la revoca dell’autorizzazione.

Quanto a sicurezza e controlli, l'Authority ha annunciato l’invio («a tutti gli operatori») di una circolare in cui saranno messe nero su bianco tutta una serie di regole che rappresentano i “paletti” entro i quali si muove la libera attività di impresa.

Il patto per il lavoro intanto non sarà più firmato il 9 luglio: ma slitta solo di qualche giorno, dice il segretario generale della Port Authority, Massimo Provinciali.

Le Rsa Agelp si dicono « consapevoli della situazione di crisi del nostro scalo» e puntano a «una discussione costruttiva con la nuova dirigenza di Agelp, ma l'agenzia non deve esser snaturata e deve proseguire nel suo cammino». Rocca ora agli operatori «dare segnali forti ed inequivocabili».

Sono in arrivo, a giudicare da quel che racconta il numero due di Palazzo Rosciano: «Abbiamo già ricevuto importanti segnali di disponibilità da parte di alcune imprese. Entro martedì prossimo consulteremo tutti gli “stakeholder” del porto per arrivare ad una soluzione condivisa». Come convincere le imprese a partecipare? È lo snodo chiave: «Non possiamo puntare la pistola contro i singoli imprenditori, ma – tiene a sottolineare Provinciali – stiamo esercitando nei loro confronti una “moral suasion” perché accettino il nuovo corso».

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