Il presidio
Guerra aperta tra Angelo Rosi e i sindacati
Al centro del contendere c'è la questione della rinuncia da parte dei lavoratori al premio di produzione, ma non solo. Riguardo all’assunzione di sei nuovi dipendenti, questa per Rosi non è assolutamente necessaria
A svelare i motivi dello scontro è lo stesso amministratore unico di Aamps, Angelo Rosi, durante una conferenza stampa. Al centro del contendere c'è la questione della rinuncia da parte dei lavoratori al premio di produzione, ma non solo.
"L'assemblea sindacale - spiega Rosi - aveva già deciso per la rinuncia al premio. Ma in un secondo momento i sindacati hanno ritrattato, sottoponendo la firma degli accordi ad una condizione, che loro definiscono irrinunciabile ma che per me è inaccettabile".
Tale condizione riguarda l'assunzione di sei nuovi dipendenti. Cosa che per il numero 1 di Aamps non è assolutamente necessaria, ma neanche possibile, visto la grave crisi e la conseguente ristrutturazione dell'azienda.
"Questo sindacato - conclude Rosi - mi sembra eccessivamente attivo. Forse si sente padrone dell'azienda, ma si sbaglia. Per il momento vado avanti per la mia strada. Ma se non mi lasciano lavorare come dico io, sono pronto ad andarmene e a lasciare l'incarico a qualcun altro".
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