Il Tirreno

Livorno

Tariffa troppo bassa, le aziende protestano contro Sightseeing

di Mariarosaria Di Cicco

La società di trasporti “Cruise Service in Bus” ieri al porto: «415 euro non coprono neanche i costi fissi»

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LIVORNO. Hanno protestato ieri mattina per circa un’ora e mezza nella strada antistante al porto i lavoratori della Cruise service in bus.

La Cruise è una società che raggruppa 32 aziende di trasporto di persone e opera nell’ambito portuale per i servizi commissionati dai tour operator, che forniscono i pacchetti di escursioni agli armatori. Ma ieri, verso le 7.30 del mattino e fino alle 9, le aziende della Cruise hanno deciso di incrociare le braccia e far sentire la loro voce contro quella che considerano un’ingiustizia: la società Livorno City Sightseeing (di proprietà di Porto di Livorno 2000, Atl e City Sightseeing Italia) che conduce i turisti in giro per la città, ha negato l’aumento della tariffa, che la Cruise ritiene irrisoria rispetto ai costi che deve sostenere.

«Rispetto ad altri tour operator committenti - spiega Pasquale Scalesia, vicepresidente della Cruise - nonostante i rincari dei costi avuti quest’anno, la Livorno City Sightseeing ci ha proposto un aumento di soli 5 euro a fronte dei 40 da noi richiesti. Ovviamente ci siamo rifiutati di accettare di lavorare per 415 euro (lo scorso anno la tariffa era di 410 euro, ndr) e per tutta risposta sono arrivate aziende da altre regioni a fare il nostro lavoro, ma di certo non viaggiano a quella tariffa che non copre neanche i costi fissi».

Secondo il consorzio Cruise, l’arrivo di aziende da altre regioni è una contraddizione oltre che un danno all’economia cittadina.

«La nostra società - continua Scalesia - è nata per dare un’organizzazione al servizio che fosse puntuale e affidabile, oltre che per garantire le norme di sicurezza, comprendendo in esse i contratti e i tempi di guida per gli autisti. Questo si traduce in costi fissi che, sommati a quelli dovuti a carburante, pedaggi e tasse, comportano una tariffa al di sotto della quale è impossibile operare. La nostra protesta di certo non giova all’immagine del porto, ma siamo convinti -conclude - che esistano ancora i presupposti per un accordo ragionevole che metta le aziende locali nelle condizioni di poter lavorare a una tariffa equa, per la quale è doveroso che si impegnino anche i soggetti pubblici che operano nel settore».

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