Il Tirreno

Livorno

LO SCONTRO

Una riga per accendere la miccia del duello finale

di Andrea Lazzeri

LIVORNO. Una riga, una riga sola. La lettera di dimissioni di Maurizio Viti protocollata alla segreteria della direzione generale dell'Asl è un compendio di capacità di sintesi e di senso della...

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LIVORNO. Una riga, una riga sola. La lettera di dimissioni di Maurizio Viti protocollata alla segreteria della direzione generale dell'Asl è un compendio di capacità di sintesi e di senso della prospettiva. «Comunico le mie dimissioni da responsabile dell'area chirurgica a partire dal primo luglio 2012». Tutto qui, non una parola in più. Decisione presa ma nessun punto pregiudiziale in vista di una eventuale trattativa. Nessun accenno ai motivi sui quali sono state spese parole di fuoco nelle settimane precedenti. Frasi pronunciate a voce ma mai messe nero su bianco.

Per il direttore Monica Calamai è una bella gatta da pelare, l'ennesimo problema di una struttura dirigenziale con i nervi a fior di pelle.

Il tam-tam delle corsie fornisce interpretazioni variegate del gesto di rottura del primario più noto dell'ospedale. Racconta di una tensione interna al settore della chirurgia e di un crescendo di "incomprensioni" e "opinioni diverse" tra il capo Viti e il dottor Claudio Invernizzi, uno dei suoi collaboratori più importanti chiamato solo alcuni mesi fa a occuparsi della sezione di chirurgia vascolare.

Un attrito sfociato in una discussione tra Viti e Invernizzi che viene descritta dai presenti come molto vivace e a tratti sopra le righe. Lo stesso Invernizzi avrebbe manifestato l'intenzione di dimettersi e, comunque, avrebbe chiesto ripetutamente alla direzione dell'Asl di essere collocato in un'altra struttura. Una scelta che Monica Calamai avrebbe cercato di far rientrare cercando un chiarimento tra i due. La riappacificazione non c'è stata ed è a quel punto che Viti avrebbe battuto alla tastiera la mini-lettera di dimissioni.

Il foglio è stato lasciato giacere per qualche giorno sulla scrivania della segreteria della direzione fino a quando, pochi giorni fa, Viti avrebbe chiesto che venisse protocollato divenendo quindi un atto ufficiale non più ignorabile da alcuno.

Altre voci, raccolte in ambito sindacale, mettono in secondo piano gli screzi personali e cercano le ragioni degli screzi nel piano di riorganizzazione sanitario che riguarda anche la chirurgia, ruoli e qualifiche dei medici.

Temi, questi ultimi, che sono sotto i riflettori anche del mondo politico e che agitano settori importanti del partito democratico. Da mesi il presidente della Regione Rossi riceve la processione di dirigenti Pd livornesi che, in modo riservato ma deciso, chiedono un intervento su Monica Calamai. Tanto che si erano intensificati i segnali di una possibile partenza del direttore generale verso altre Asl. Ipotesi che, però, fino ad oggi sono state smentite dai fatti con la conferma al Mayer di Firenze dell'attuale vertice.

Nessuno dei protagonisti della vicenda fornisce particolari sui motivi specifici che hanno determinato questo quadro di incertezza.

Tutto sembra rinviato alla prossima settimana quando il primario e la direttrice generale si incontreranno per prendere le rispettive decisioni. Non è escluso che le dimissioni di Viti possano, allora, diventare operative.

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