Gabbiano intrappolato all’Iti durante gli esami di maturità
Il volatile è rimastro rinchiuso in una chiostra proprio mentre gli studenti svolgevano la prova della maturità. A liberarlo, con non poche difficoltà, due tecnici dell'istituto
Brutta avventura, fortunatamente a lieto fine, per un grosso gabbiano, ieri mattina, all'Istituto Tecnico Industriale di via Galilei. Forse per cercare di procurarsi un po' di cibo si è avventurato in una specie di chiostra, chiusa dai quattro lati, proprio sotto le finestre in cui si stavano svolgendo gli esami di Stato dell'intero indirizzo informatico e di parte di quello elettronico e telecomunicazioni. Quando ha cercato di tornarsene da dove era venuto, per il grosso volatile, sono iniziate le difficoltà. A causa dell'eccessiva mole e della impossibilità, anche per la notevole apertura alare, di "decollare quasi in verticale, è rimasto intrappolato in quella specie di prigione a cielo aperto, benché abbia cercato, in tutti i modi possibili di tornare a scorrazzare in aria in piena libertà.
Fortunatamente, per il gabbiano, i commissari d’esame, allertati dal saltuario trambusto e vedendo che l'animale da solo non avrebbe mai potuto farcela, hanno informato il vice preside professor Maurizio Taddei. Armati di buona volontà e di una scala sono, così, arrivati due assistenti tecnici dell'Istituto. Uno di loro, il signor Riccardo, si è calato nella chiostra e, facendo tesoro dei consigli della Lipu, si è avvicinato al gabbiano con ombrello aperto e robusti guantoni protettivi alle mani.
E, dopo qualche tentativo andato a vuoto, è riuscito a immobilizzarlo. Il gabbiano, poco riconoscente, lo ha ripagato con un paio di "beccate", fortunatamente senza conseguenze, perché neutralizzate dai guanti che coprivano anche parte della braccia. Poi, il signor Riccardo, con estrema delicatezza e l'aiuto del collega, per non far male al volatile, ha scavalcato nuovamente il muretto e appena messo piede, nel grande piazzale a ridosso dell'edifico, lo ha lasciato libero. Il gabbiano, dopo aver dato un paio di occhiate, poco gratificanti, ai suoi benefattori, ha iniziato a correre e dopo qualche secondo è tornato a librarsi in aria e ad emettere le sue caratteristiche grida. Forse di felicità, per lo scampato pericolo. O più semplicemente per avvisare i "colleghi" di non avvicinarsi da quelle parti.
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