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I grillini serrano i ranghi: «Staniamoli»
Il Movimento 5 Stelle mette in piedi gruppi di lavoro e sogna la lista autonoma alle elezioni: in platea anche Idv ed ex Pci
LIVORNO. «Buonasera, mi chiamo Enrico. Di cognome Cantone, soprannome: Incazzato». Forse quella doppia zeta, insieme a una sfiducia diffusa nei confronti della politica, «la vecchia politica dei partiti», è il filo conduttore che tiene insieme le cinquanta, sessanta facce, che ieri sera si sono riunite nella sede della circoscrizione 5, alla Rosa.
Ore 21, sala del consiglio: è il primo appuntamento pubblico per i ritrovati grillini labronici che dopo l’exploit nazionale hanno iniziato a serrare i ranghi anche in città. I numeri reali sono ancora bassi, la partecipazione corre soprattutto sul web. Ma la struttura ha iniziato a prendere forma e l’intenzione del Movimento 5 Stelle è di correre da solo alle prossime elezioni amministrative.
Salto che non era riuscito nel 2009, quando i grillini nati dal Meetup del 2006-2007, non avendo abbastanza numeri per mettere in piedi una lista autonoma, erano confluiti nella lista civica a 5 stelle di Marco Cannito, Città Diversa.
Ma ora il panorama nazionale si è trasformato: i partiti “commissariati” dal governo tecnico fanno fatica a rialzarsi da scandali e scossoni, Beppe Grillo gira le piazze, calca gli umori e almeno stando ai sondaggi vola. Non è un mistero che anche tra le stanze del Pd le orecchie siano dritte per la paura che proprio sull’onda del successo nazionale, il malcontento (o l’entusiamo, dipende dai punti di vista) rosicchino voti diventati preziosi come il pane.
Ma chi sono i grillini labronici? Pochi giorni fa Cannito, ha rivendicato in conferenza stampa di essere il rappresentante dell’unica lista a 5 stelle della città. Vero. Ma va detto che dopo le elezioni i rapporti con molti simpatizzanti del comico-politico genovese si sono guastati. Così, strada facendo, il Movimento 5 Stelle (nato ufficialmente nel 2010, dopo la “Woodstock” di Cesena) ha preso binari diversi.
I grillini nelle ultime settimane hanno messo in piedi alcuni gruppi di lavoro tematici: cultura, sicurezza, mobilità, sanità, ambiente, energie, rifiuti. I referenti ruotano, si scambiano idee su Facebook e nei blog. C’è Andrea Pagani, 31 anni, ristoratore. C’è Giada Nuti, 30 anni, agente di viaggio. Poi Claudio Sarti (magazziniere), Barbara Lenzi (lavora in farmacia), Andrea Morini (dipendente di un’azienda che si occupa di recupero dei rifiuti, già eletto in circoscrizione 2 tra le file dei Verdi), Stella Sorgente (ex Cittadini Ecologisti, suona con i Mandrake, insegna contrabbasso al liceo).
Parlano a turno mentre al muro c’è una parete bianca su cui lasciare post con “tre idee per Livorno”. Accanto un bancone con le magliette e le spille su cui è stato fatto stampare il faccione in salsa labronica di Beppe Grillo, che sembra appena sopravvissuto a una fila di tre ore alle poste di via Masi.
Tra i curiosi che si sono fatti vivi in circoscrizione c’è un po’ di tutto: ambientalisti, vigili urbani, commercianti del mercatino americano, una cantante lirica, il sindacalista e la casalinga. Tutti «parecchio incazzati». Tutti che ce l’hanno con «i presidenti e i vice delle partecipate nominati dalla politica, che poi magari non si vedono mai», con «i dirigenti delle amministrazioni pubbliche che prendono stipendi da nababbi», con «i politici che vogliono un inceneritore che non era nel programma elettorale».
«Staniamoli – grida Enrico Cantone, che gestisce un’attività di ricambi auto in zona sud – non ci sono salvatori della patria, ognuno deve fare la propria parte. Con questo Movimento ho ritrovato la fiducia in qualcosa in cui non credevo più. Siamo molto diversi, ma siamo tutti incazzati allo stesso modo». Tante critiche: ai fondi destinati alla cultura, alla gestione di Aamps e Atl, al centro congestionato dalle auto. Poi qualche proposta: creare una sorta di “social card” che consenta sconti sulla Tia o dia diritto al mezzo pubblico gratis per chi svolge attività di volontariato, ad esempio a Effetto Venezia. Sul fronte dei no la battaglia è soprattutto al mega inceneritore per l’Ato costa che si vorrebbe costruire a Livorno: «Inceneriamo questa proposta e chi la difende». Energie e ambiente sono i temi più sentiti: la parola d’ordine è “rifiuti zero”, il modello Capannori. Marco Buldrassi, 37, lancia addirittura l’idea di una protesta civile contro la gestione Aamps («chiediamo un consulto legale e non paghiamo la Tia») e mette sù un gruppo che ha l’ambizione di autogestire la differenziata, vendendola direttamente alle aziende che ritirano il materiale da riciclare. Fantascienza? Intanto è partita una raccolta firme, indirizzata al presidente della Regione, per chiedere che l’Aurelia da Rosignano a Civitavecchia (la Tirrenica) non sia autostrada.
È la politica fatta in casa: niente partiti, sedi o sezioni. Per ora ci si riunisce in una carrozzeria, l’informazione si prende e si dà soprattutto su Internet. Ma in platea spuntano anche facce non proprio nuove alla politica livornese. A sentire ci sono parecchi dipietristi, come Simone Orsolini. Ma fuori dai microfoni i grillini bisbigliano che non sono in cerca di alleanze con Idv. C’è Massimo De Santi (oggi Movimento Popolare liberazione) che prende la parola per dire che «l’antipolitica, anche a Livorno, non sono i grillini, ma la classe politica obsoleta che ci ha portato in questa crisi e da cui ci dobbiamo liberare». Poi, nelle file centrali, ecco partecipare attivamente Sergio Landi. Un signore che a Livorno, prima di avere e poi non riconfermare la tessera del Pd, è stato segretario del Pci. Dalle riunioni comuniste, alle assemblee grilline.
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