Respirava ancora s’è spenta fra le mie braccia
La fruttivendola sconvolta: «Era pallida, poi piano piano è diventata cianotica Ho cercato di aiutarla, ma mi sono sentita impotente. È stato terribile»
LIVORNO. «L’ho vista impallidire, le labbra livide, e poi accasciarsi aggrappandosi al bancone. Ho cercato di aiutarla. Quando mi sono avvicinata respirava ancora...». È sotto choc la fruttivendola Claudia Ioana Ionita, quando - poco dopo la tragedia successa nel suo negozio in via delle Navi - racconta le fasi delicate della morte di Luana Casella, pensionata di 78 anni.
«La signora Luana era bianca in volto, poi a poco a poco è diventava viola - continua la negoziante - Io ho chiamato subito il 118: ho detto agli operatori che la situazione era molto grave. L’ambulanza è arrivata dopo un po’: prima un’ordinaria e poi un’altra col medico: quei minuti mi sono sembrati un’eternità».
Ma purtroppo per Luana non c’è stato niente da fare.
Claudia conosceva bene l’anziana. «Era una mia cliente, veniva quasi tutti i giorni. Girava col cane, ma per me non c’era nessun problema a farlo entrare. Non avevo mai visto invece l’altra donna. Per me era una sconosciuta. Con l’anziana è stata subito aggressiva. E le ha urlato contro perché non sopportava il cane. La lite è presto decollata ed è esplosa fuori dal negozio, mentre io ero al telefono con una cliente che voleva fare un’ordinazione. Ma quando Luana è rientrata, io ero convinta che fosse tutto finito e che la discussione fosse ormai chiusa. Invece la donna più giovane è tornata all’attacco e l’ha spinta».
Quando è scappata via, in direzione del mare, la negoziante ha cercato di seguirla: «Mi sono affacciata per vedere dove andasse, ma lei correva e io dovevo pensare all’anziana che stava molto male». Claudia sperava che l’anziana potesse salvarsi. «Mi sono chinata su di lei, mentre aspettavo i soccorsi - racconta Claudia quasi in lacrime - e respirava. Non sapevo cosa fare. L’ho vista spegnersi a poco a poco, mi è morta fra le braccia. Un’esperienza terribile».
Dopo la tragedia, la commerciante ha raccontato tutto agli agenti delle volanti e della mobile e poi ha accolto la scientifica che ha rilevato delle impronte sul bancone.
Fuori dal negozio s’è radunata una folla di residenti, soprattutto donne, che conosceva la vittima. La gente era sconvolta per quanto accaduto. «Litigare e morire per intolleranza nei confronti di un cane non ha veramente senso», dice una signora di passaggio in via delle Navi. «Conoscevo Luana, era una persona tranquilla, molto riservata, che non parlava mai delle sue cose. Pensare che sia stata aggredita così mi fa rabbrividire». Un’altra signora pone l’accento sull’aspetto dell’età: «Un donnone di 40 anni che spintona un’anziana che ha il doppio dei suoi anni: ma dove siamo?».
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