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Esclusivo, caso Mannucci: la commissione d’appello conferma la squalifica
La commissione d’appello presieduta da Fabio Canaccini ha respinto il ricorso presentato dall’ex vogatore del Venezia, riducendo però la squalifica data in primo grado dal giudice unico delle attività remiere: Mannucci dovrà saltare tutte le gare del 2012 e, se vorrà, potrà rientrare dopo il 30 maggio 2013
La commissione d’appello presieduta da Fabio Canaccini ha confermato la squalifica per Filippo Mannucci, il campione del mondo che nell’agosto del 2009 era stato squalificato per doping dalla federazione internazionale di canottaggio. Appresa la notizia della squalifica (solo nel 2011) il giudice unico delle gare remiere livornesi aveva deciso per altri due anni di squalifica (questa volta nel mondo del Palio) per il canottiere, che nel frattempo aveva vogato con l’armo del Venezia. A Mannucci, in sostanza, era stato impedito di partecipare sia alle gare di quest’anno che a quelle della prossima stagione remiera.
Il 9 marzo il vogatore ha presentato ricorso e il 21 giugno, dopo averlo ascoltato accompagnato dal suo legale, la commissione di appello ha emesso la sentenza. La squalifica è confermata: Mannucci non potrà partecipare al Palio marinaro che si correrà l’8 luglio. La squalifica comminata in primo grado dal giudice unico è stata, però, un po’ “scontata”: lo stop resta valido per tutto il 2012 e fino al 30 maggio 2013. Quindi se volesse Mannucci potrebbe salire sul gozzo per il trittico finale della prossima stagione.
Nella sentenza i commissari scrivono, tra le altre cose, che è “assolutamente da sanzionare il fatto che Mannucci abbia taciuto, a un anno di distanza dalla squalifica per uso di doping e in piena vigenza della stessa, il fatto che era squalificato e che ciò gli impediva di tesserarsi per la Uisp in quanto per esso - quale ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni - vigono le stesse norme delle federazioni sia in merito al doping che al tesseramento”. Tutti i dettagli in edicola domani.
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