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Via alla rimozione dello... scoglio

di Renzo Wongher
Via alla rimozione dello... scoglio

L’enorme masso dentro alla Concordia sarà tolto da una ditta di Porto Santo Stefano

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STEFANO. Quell’enorme scoglio incastrato nello scafo della Costa Concordia sarà rimosso prima dell’inizio dei lavori per il raddrizzamento della nave.

L’intera operazione interesserà anche una ditta di Porto Santo Stefano che opera ormai da moltissimi anni sull’isola del Giglio, nel settore edilizio e movimento terra. Per questo genere di lavori l’impresa dispone di idonee macchine e attrezzature già sul posto.

Abbiamo parlato ieri sera con Angelo Picchianti, titolare dell’impresa il quale ci ha spiegato che gli “americani” (le aziende Titan–Micoperi che hanno vinto l’appalto per la rimozione, ndr) si sono rivolti direttamente alla sua ditta.

«Da qualcuno – spiega Angelo Picchianti - erano stati informati che eravamo dei consulenti per questo genere di lavori e di macchine, poi una volta preso contatto è stata chiarita la nostra specializzazione e stabilito il nostro ruolo nell’operazione di recupero dello scoglio rimasto incastrato nello scafo della Concordia».

Non ci sarà bisogno, quindi, di portare attrezzature particolari da fuori.

«A parte le nostre capacità tecniche – precisa infatti Angelo – penso sia stato apprezzato anche il fatto che, per gli Americani, rappresentiamo anche un bel risparmio in quanto le nostre macchine sono già sull’isola».

Ma non sarà un’impresa facile. Perché quel macigno è davvero grosso. La Costa lo ha staccato dalla scogliera quando ha sbandato e ha urtato Le Scole. Ci è arrivata scarrocciando lateralmente, visto che lo stabilizzatore, poco più avanti, è intatto.

«Quello scoglio è veramente enorme – spiega –. Quello che si vede fuori dall’acqua è la minima parte, il grosso che sta sotto è tre volte di più».

Angelo passa poi a illustrarci il lavoro che dovrà fare ed esordisce: «Gli americani hanno fatto un bel progetto. Noi dovremo fare dei fori nella roccia e costruire degli anelli di acciaio per realizzare otto grappe. Da Napoli verrà un grossissimo pontone che le metterà in tiro. Verranno tagliate parecchie lamiere della nave perché lo scoglio è bene incastrato nello scafo e quindi una gru lo trasferirà sul pontone».

L’impresa di Angelo Picchianti inizierà a lavorare intorno al maximacigno, da giovedì 28 giugno, ma non sa quando finirà.

L’operazione deve tenere conto di possibili imprevisti, ma soprattutto delle condizioni meteo-marine, anche se in estate dovrebbero essere clementi. Sul recupero della Concordia Angelo non vuole fare previsioni. Dice soltanto che è «Difficilissimos, soprattutto per la posizione della nave».

Al termine delle operazioni di recupero lo scoglio verrà trasferito a Talamone come reperto utile alle indagini e quindi posto sotto sequestro, a disposizione dei periti. Dovrebbe poi tornare al Giglio, dove si pensa a una collocazione particolare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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