Il presidio
In bilancio oltre 23 milioni per il sociale
Cantù presenta le previsioni per il suo settore: restano dubbi sulle entrate dall'Imu, incertezze sul Piano socio sanitario
LIVORNO. Mercoledì mattina all'insegna dei numeri a Palazzo Civico. In quinta commissione l'assessore al sociale Gabriele Cantù ha infatti presentato ai consiglieri il bilancio relativo alle politiche sociali, parte del più ampio bilancio di previsione 2012 che dovrà essere approvato il 29 giugno.
Il primo dato evidente riguarda il totale delle risorse dedicate al sociale. L'assessore al demanio Valter Nebbiai aveva parlato di 32 milioni di euro, rispetto ai 23,6 citati da Cantù. Che spiega: «La differenza è data dalle voci di spesa che non rientrano in modo specifico nel settore, ma che vi gravitano intorno. Sono esclusi ad esempio alcuni costi del personale e le agevolazioni per le mense delle scuole e per la Tia». A tutto il 2012 saranno mantenuti gli stessi servizi del 2011: dalla gestione delle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) ai sostegni per famiglie, minori e stranieri in difficoltà; dalle attività formative all'interno del carcere all'assistenza ad anziani e a persone non autosufficienti. Cantù si sofferma sugli obiettivi da perseguire: «Il Comune - ricorda - affida questi servizi a soggetti terzi. Stiamo progressivamente eliminando l'affidamento diretto, per ricorrere a convenzioni, bandi di gara e manifestazioni d'interesse, per favorire maggior trasparenza e miglior qualità».
Si fa sempre più uso, inoltre, delle card prepagate, con una sostituzione dei sostegni "cash" (i tradizionali sussidi) con buoni pasto o buoni di acquisto per prodotti primari o per l'infanzia, fino alle borse-lavoro che aiutino l'inserimento dei soggetti deboli nel mondo occupazionale. Ciò per avere un maggior controllo sull'uso effettivo delle risorse, ma anche per svolgere una reale funzione sociale.
Infine, l'amministrazione sta cercando di "dirottare" parte delle attività delle Rsa all'assistenza domiciliare, per raggiungere un'utenza maggiore e al contempo ridurre le liste d'attesa nei centri assistenziali. Discorso simile nel caso dei minori, dove l'affidamento è una soluzione preferibile rispetto alla casa famiglia. Per questo è in atto un'attività di promozione dell'affido familiare.
Si arriva poi ai punti dolenti. Primo tra tutti, una sorta di paradosso. Se è vero che, nonostante i tagli e la crisi, il sociale ha mantenuto le prerogative degli anni passati, vero è anche che restano poche risorse per rispondere ai "nuovi bisogni". Che, per l'appunto, sono quelli che più si moltiplicano. «Penso al disperato che non riesce a pagare la bolletta della luce o del gas - spiega Cantù -. Abbiamo difficoltà a far fronte a queste forme di emergenza, anche con contributi minimi. Dovremo adeguare le risorse alle nuove necessità, e in tempi rapidi».
Il contesto di riferimento, poi, appare sempre più incerto: «La Società della Salute - ammette l'assessore - non ha ancora un assetto preciso, e questo è un problema. Così come lo è il Piano socio sanitario integrato, ad oggi senza una veste definitiva. Tali incertezze non aiutano l'azione dell'amministrazione». Non da ultimo, rimangono i dubbi sulle entrate effettive provenienti dall'Imu, con una discrepanza (tra quanto calcolato dal governo e dagli uffici comunali) che pone qualche punto interrogativo per l'ultimo trimestre del 2012. «La città - conclude Cantù - ha una rete-modello per il sociale. Abbiamo delle eccellenze di non poco conto. Certo, andranno fatti degli aggiustamenti, ma la base di partenza è comunque positiva».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google