Il Tirreno

Livorno

Finalmente il Prg del porto l’abbiamo atteso 60 anni

Finalmente il Prg del porto l’abbiamo atteso 60 anni

Ok del comitato portuale (ma i 4 della Cgil votano no). E ora iter ingarbugliato Gallanti fa l’ottimista: l’ultimo timbro arriverà nel giro di 8-10 mesi

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LIVORNO. Bisognava proprio che arrivasse un avvocato da Genova per riuscire a mettere nero su bianco il piano regolatore del porto di Livorno: non c’erano riusciti né nel 2002 Nereo Marcucci (che anzi aveva rivendicato la scelta di andare a tappe forzate a colpi di variante) né nel 2006 Roberto Piccini. Lui sì: Giuliano Gallanti, 73 anni a febbraio nel giorno di san Sereno martire, rivendica di avercela fatta «in appena nove mesi mentre a Genova era stato necessario un periodo lungo il doppio».

Gallanti non le manda tanto a dire: non fa la ruota del pavone più di tanto né mena vanto di aver superato mille difficoltà. Anzi, semmai ripete che «tutto sommato qui non era poi così difficile fare un Prg». Un dettaglio perfido, visto che i tentativi degli ultimi dieci anni erano finiti nel nulla e l’ultimo Prg portuale che avevamo portava la data di quasi sessant’anni fa, quando c’era Fausto Coppi e Andreotti era un giovanotto di belle speranze. Inutile dire che il genovese Gallanti prende l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa: «Voi livornesi avete l’abitudine di vedere le cose in negativo». Quanto basta perché, poco più tardi, l’assessore provinciale Piero Nocchi gli rimandi la stoccata: «Questa storia di Genova qui Genova là mi ha un po’ stufato».

Beninteso, non c’è la bacchetta magica: siamo alla pre- adozione e il Prg non entrerà in vigore domattina. Ma finora nessuno ce l’aveva fatta ad arrivare fino a questo punto. Comunque, benché dal quartier generale di Palazzo Rosciano tengano a sottolineare che l’approvazione è arrivata «a larghissima maggioranza», brucia un po’ il no dei quattro rappresentanti dei lavoratori di marca Cgil (Maurizio Strazzullo, Claudio Picchiottino, Giacomo Marchesini e Stefano Benassei, con gli esponenti Cisl e Uil che invece hanno detto sì.

E a questo punto? «Ci vorranno altri 6-7 mesi per arrivare ad avere l’ultimo timbro», dice Gallanti. Qualche minuto più tardi si corregge («forse i mesi saranno 8-10»), probabilmente ricordando quel che è accaduto in altri porti («a Genova ne servirono 12 ma perché la Regione lo tenne bloccato nel cassetto»).

Sulla farraginosità dell’iter insistono il vicesindaco BrunoPicchi così come il segretario generale dell’Authority Massimo Provinciali: c’è da registrare i tempi di approvazione fra tre differenti livelli istituzionali (Comune, Provincia, Regione) per poi arrivare sul tavolo del Consiglio superiore dei Lavori. Pubblici. «Abbiamo fatto un accordo procedimentale – dice Picchi – per farli marciare in parallelo anziché metterli in successione un ente dopo l’altro, così abbiamo cercato di recuperare i tempi di una burocrazia infernale».

Resta da vedere se il diavoletto di qualcosa non ci metterà la coda: al tirar delle somme, per ammissione degli stessi tecnici dell’istituzione portuale, «i passaggi autorizzativi coinvolgono 25 soggetti differenti». Tuttavia Claudio Vanni, responsabile del settore Prg a Palazzo Rosciano, prova a spingere il pedale dell’ottimismo: «Dovremo affrontare solo la Vas (valutazione ambientale strategica) e non anche la Via (valutazione d’impatto ambientale)».

Gallanti mette l’accento anche su due aspetti. La prima è la questione delle crociere: per far capire che musica tira nel mondo, racconta che per l’intoppo causato alla Carnival Breeze «mi hanno telefonato perfino dall’America». La seconda riguarda l’andamento dei traffici: «Non è così negativo come sembra: la flessione sensibile è sul fronte dei contenitori, semplicemente perché alcuni clienti hanno lasciato Tdt. Colpa dei dragaggi da farre». E Provinciali aggiunge: «Quelli del molo Italia lato nord sono pronti, ora acceleriamo sul resto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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