Il presidio
Dopo la villa sequestrata anche la Porsche a Doveri
La sezione fallimentare del tribunale ha dato l’ok al pm . E oggi in aula la decisione del giudice sul crac societario
LIVORNO. Dopo il sequestro della maxi villa di via Montebello, il carcere, dov’è entrato ormai oltre un mese e mezzo fa dopo aver cercato di «inquinare le prove», sostengono gli investigatori, e la richiesta di fallimento per le due società di cui è amministratore, per l’imprenditore Giuseppe “Beppe” Doveri è arrivato un altro pugno nello stomaco: l’ok della sezione fallimentare del tribunale di Livorno alla richiesta della Procura di mettere i sigilli la Porsche Cayenne nera intestata alla società Turmar srl, e in uso all’uomo d’affari.
Proprio l’Srl, attraverso la quale Doveri controlla buona parte dei suoi beni, questa mattina sarò protagonista dell’udienza davanti al collegio che dovrà decidere se accettare o meno l’istanza di fallimento richiesta dallo stesso pubblico ministero Luca Masini che coordina le indagini.
L'inchiesta sul conto di Doveri è iniziata lo scorso anno da un accertamento fiscale.
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