Alfea: aspettiamo la risposta del sindaco
Alla società pisana non interessa la gestione estiva ma la concessione trentennale dell’ippodromo: presentata l’offerta
LIVORNO. «Abbiamo già presentato la nostra offerta per gestire l’ippodromo Caprilli e stiamo aspettando la risposta del Comune. Speriamo solo che arrivi quanto prima, visto che ormai siamo fuori tempo massimo: sono state già perse tre serate di corse, non si può più rimandare l'apertura della stagione estiva».
Il presidente Cosimo Bracci Torsi, precisa la posizione di Alfea nella trattativa che è in corso con Palazzo Civico. E mentre resta in attesa di sapere se la proposta sarà accolta o meno dal sindaco, non vorrebbe aggiungere altri commenti. Ma noi insistiamo e gli chiediamo di dirci almeno se l'offerta riguarda solo la gestione per questi mesi estivi.
«No, la nostra proposta riguarda l'operazione nel suo complesso - risponde il presidente di Alfea - L'esperienza dalla scorsa estate non è ripetibile: non avrebbe senso e poi, vista che la situazione per l'ippica è peggiorata, andremmo incontro a un passivo ancora più pesante. Noi abbiamo messo a punto un disegno che rappresenta una scommessa, con la possibilità di riscuotere successo solo in tempi piuttosto lunghi: sono previsti infatti investimenti che necessitano di anni per essere recuperati».
Proviamo a scoprire il contenuto dell’offerta, ma il presidente di Alfea su questo punto è irremovibile. «La trattativa è in corso, non mi sembra corretto divulgare gli elementi dell’offerta», replica secco Bracci Forte. Ma è quasi scontato che per quanto riguarda la durata della gestione, Alfea abbia proposto una scadenza trentennale. Ma il problema non è questo. Se c’è un freno alla trattativa, questo è rappresentato dai livelli di occupazione: per la società pisana, il personale del Caprilli è sovradimensionato. Non ci vuole la sfera di cristallo per indovinare che la proposta contenga un ridimensionamento del personale. «Sì, le cose stanno così», risponde il presidente di Alfea. Che evita di fornire numeri, ma non è un mistero che la società pisana ritenga sufficienti 7-8 dipendenti per la gestione dell’impianto del Caprilli. Al massimo, si potrebbe arrivare a 10. Tant’è che Alfea ha posto come condizione quella della firma di una liberatoria da parte dei dipendenti dlela Labronica, per evitare futuri contenziosi. «Quello che dovevamo dire, l’abbiamo detto al Comune - taglia corto il presidente - Ora la questione non dipende più da noi, è il sindaco che deve darci una risposta. Noi non possiamo fare altro che aspettare: abbiamo ricevuto la lettera che è stata inviata dal Comune ad altre quattro società del settore, ma non sappiamo se ci sono state altre manifestazioni di interesse. Non credo neppure che l'amministrazione abbia l'obbligo di comunicarcelo. Quello che chiediamo è che venga detto sì o no al nostro progetto».
Per il direttore Mario Sivieri, la proposta di Alfea «è l’unica capace di mantenere in vita l’ippodromo Caprilli». Ma subito dopo aggiunge «che prendere Livorno non deve farci chiudere Pisa». Il messaggio è chiaro: in una situazione complicata e incerta come quella in cui versa l’ippica italiana, Alfea è disposta a farsi carico solo di un rischio calcolato. È in questo contesto che si inserisce la richiesta di riduzione del personale. «A San Rossore lavorano 26 persone, compresi i dirigenti - spiega Sivieri - ma ci sono da gestire 700 cavalli, un centro allenamento di 50 ettari e 280 box privati. Insomma, l’attività è il triplo di quella del Caprilli, dove però ci sono 20 lavoratori. C’è troppa sproporzione. È evidente che qualcosa non torna». Sivieri fa anche un accenno alla retribuzione percepita dai lavoratori della Labronica: «È superiore alla media degli altri ippodromi italiani, non solo a quella dei dipendenti di San Rossore». Parte da qui la richiesta avanzata al sindaco di ridurre almeno della metà il personale dell’ippodromo livornese. «Solo per la stagione estiva - afferma - abbiamo stimato una perdita tra i 120mila euro e i 250mila euro, a seconda di quelli che saranno i contributi del ministero dell’Agricoltura. È per questo motivo, che non abbiamo interesse a prendere in gestione l’ippodromo per soli sei mesi».
L’ipotesi, quindi, è quella di una convenzione trentennale. «L’idea è quella di una gestione a lungo termine - afferma - che ci permetta di rientrare dagli investimenti che intendiamo fare con la collaborazione di partner. Il nostro progetto è di tenere aperto l’ippodromo tutto l’anno, con un ristorante e altri servizi, capaci di rendere più redditizia l’operazione»
Il direttore di Alfea ha anche qualche idea per richiamare l’attenzione di un pubblico più vasto, oltre quello che abitualmente segue le gare ippiche. «L’anno scorso ebbe molto successo il Palio dei rioni - dice - Per questa estate sto pensando al trofeo dei bagni».
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