Il Tirreno

Livorno

Caprilli, fumata nera per l’accordo

di Anna Cecchini
Caprilli, fumata nera per l’accordo

I lavoratori: non firmiamo la liberatoria. Intanto spunta l’ipotesi D’Alesio: «La Labronica gestisca le corse estive»

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LIVORNO. Ancora nessuna novità sul futuro del Caprilli. L’accordo Comune-Alfea, a quanto è dato sapere, non è stato concluso. Ma l’amministrazione sta cercando di stringere un’intesa con la società pisana perché a fine giugno le corse partano. È probabile che, in questo senso, anche i lavoratori debbano fare la loro parte.

Ma spunta un’altra ipotesi per salvare in extremis almeno l’attività estiva e permettere al Comune di elaborare un nuovo bando per la gestione pluriennale del 2013. L’idea viene da Attilio D’Alesio, direttore del coordinamento ippodromi, che suggerisce che sia la Labronica corse a gestire l’impianto fino a dicembre.

La posizione dei lavoratori. I liquidatore della Labronica corse, che ieri doveva dare certezze sulla possibilità della cassa integrazione proposta dai venti dipendenti, pare non abbia chiarito se questa ipotesi sia percorribile. «Ha detto che ha fatto richiesta Regione - spiega Umberto Tedeschi, della Rsu -, ma i tempi sono stretti. Le informazione che abbiamo noi sono diverse. Abbiamo scelto questa strada perché abbiamo conforto di tecnici (pareri autorevolissimi) che ci hanno detto che è fattibile». Non solo, i dipendenti chiudono completamente la porta alla possibilità di firmare la liberatoria richiesta da Alfea per l’eventuale gestione fino a dicembre: «se vogliono gestire devono farlo senza liberatoria». «Per noi lavoratori le corse possono essere fatte - spiega ancora il rappresentante della Rsu - abbiamo favorito in tutti i modi la trattativa per i sei mesi. La città deve sapere che tutto è nelle mani di una società che viene da fuori». Quanto alla nuova situazione nazionale - soppressione dell’Assi e passaggio delle competenze sugli ippodromi al ministero dell’Agricoltura e alla nuova Agenzia delle Dogane - i dipendenti dicono di essere venuti a conoscenza di «una simulazione, secondo cui le sovvenzioni future per il Caprilli passerebbero da 900mila euro all’anno a 1 milione 550mila. Anche Alfea passerebbe da 2 milioni e mezzo a 3 milioni e mezzo».

Intanto i lavoratori fanno capire di non aver più intenzione di restare a guardare e promettono azioni di protesta: tanto per cominciare oggi pomeriggio saranno in consiglio comunale, durante il quale è prevista una relazione del sindaco sulla situazione dell’ippica.

La proposta D'Alesio. «Fino a venerdì scorso - tuona il direttore del Coordinamento ippodromi ed ex numero uno del Caprilli - ci poteva essere percorso su cui lavorava Alfea, ma oggi la situazione è più complicata. C’è una fase di ristrutturazione a livello nazionale. Questa cosa fa sì che anche Alfea non sappia cosa può succedere». Non solo, secondo D’Alesio anche Alfea «è in una fase di estrema difficoltà. Quelle di aprile solo ipotesi di sovvenzioni, tanto è vero che il Coordinamento ippodromi ha mandato una diffida ad Assi dicendo che quelle cifre sono fantasiose, erano solo un travaso di soldi tra ippodromi».

Secondo D’Alesio c'è una sola strada seria per far correre i cavalli questa estate. «Bisogna che la società Labronica - spiega D’Alesio -, ancorché in liquidazione, gestisca questa stagione di corse. È una cosa fattibile, ci sono due ippodromi che lo fanno, ambedue a Roma: Capannelle in concordato preventivo da due anni e Tor di Valle in liquidazione da tre mesi». «Non scordiamoci - prosegue D’Alesio - che la Labronica, società in liquidazione, in effetti sta lavorando. La manutenzione ad aprile è stata fatta, tanto vale fare anche le corse per questa estate. Il Comune potrebbe gestire il Caprilli e preparare il nuovo bando, tenendo conto delle nuove normative nazionali. Ricordo che una società in liquidazione, la Livorno nuoto, ha gestito le piscine per 4 anni».

Quanto alla rivoluzione nazionale del settore dell’ippica, risulta che domani mattina si incontreranno le due associazioni degli ippodromi italiani, Federippodromi e Coordinamento. In quella occasione si parlerà della situazione gravissima in cui versano tutti gli ippodromi e quindi anche di Livorno.

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