Il presidio
Il 56% delle ditte tarda a pagare
Ma negli ultimi mesi c’è un leggero miglioramento. Le piccole imprese sono più puntuali delle grandi
LIVORNO. In mezzo al guazzabuglio di dati choc segnalati dal termometro che misura la “febbre” della nostra economia, ce n’è uno che riguarda i ritardi nei pagamenti. Adesso più della metà delle imprese della nostra provincia sta pagando in ritardo: non è una “malattia” che ha colpito solo noi né solo la Toscana. Però noi restiamo in condizioni peggiori sia della media toscana che del dato nazionale: qui da noi la mancanza di puntualità riguarda il quasi il 56% delle aziende, due punti in più della media nazionale e tre rispetto al dato regionale.
Eppure, nel corso del primo trimestre di quest’anno, un piccolo spiraglino di luce si è intravisto: così come in altre città toscane la puntualità dei pagamenti è migliorata. Il 44,3% delle aziende è stata puntuale e ha saldato alla scadenza le fatture dei fornitori: dodici mesi fa questa percentuale restava inchiodata al 41,6%.
Insomma, ben più della metà delle società paga in ritardo: nel 49,4% dei casi lo slittamento dei termini resta entro il limite di un mese, per il 4,2% delle situazioni il ritardo dei pagamenti è tra i 30 e i 60 giorni di ritardo (oltre mezzo punto percentuale in più rispetto al dato toscano), l'1,2% tra i 60 e i 90 giorni, lo 0,6% tra i 90 e i 120 giorni, lo 0,4% oltre il limite dei quattro mesi (0,3% nel resto della Toscana).
È quanto emerge dall’indagine condotta da Cribis D&B, la società del gruppo Crif specializzata nella business information che, analizzando ai raggi x il periodo da Capodanno a tutto marzo scorso, ha messo nero su bianco questo dossier intitolato “Studio Pagamenti della Toscana” relativo ai primi tre mesi 2012.
Il miglioramento di quasi tre punti percentuali sembra essere però l’unico segnale positivo: siamo quasi tre punti al di sotto dello standard regionale. In effetti, la provincia di Livorno è al penultimo posto fra le più virtuose: se la media dei pagamenti puntuali è da noi al 44,3% vale la pena di ricordare che in due province toscane si supera la soglia simbolica del 50% (ad Arezzo con il 53,6% di imprese puntuali e a Pistoia con il 50,9%). Peggio di noi solo Massa Carrara, altra zona in profonda crisi, che resta al palo con il 44%. E le altre province toscane? A Siena la media è al 48,1%, a Lucca al 47,7%, a Firenze al 46,3%, a Pisa al 45,6%, a Grosseto al 45% e a Prato al 44,8%.
Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B sottolinea la difformità dei comportamenti fra grandi gruppi e piccole aziende: «Sono le micro realtà, le più numerose, ad emergere – tiene a mettere in riulievo – per una più alta concentrazione nella classe di pagamento puntuale, mentre per le imprese di grandi dimensioni solo il 13% dei casi analizzati riesce a rispettare gli accordi contrattuali».
Insomma, come denunciano da tempo i piccoli imprenditori, spesso accade che sia la galassia delle microaziende a fare da “banca” ai grandi gruppi, che hanno la forza per imporre l’aut aut: o si accettano le modalità di pagamento che il gigante pretende di dettare oppure il piccolo imprenditore si deve rassegnare a star fuori dalla torta dei subappalti che ogni grande complesso origina.
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