Il Tirreno

Livorno

LITIGATE ALMENO SULLE COSE DA FARE

di Alessandro Guarducci
LITIGATE ALMENO SULLE COSE DA FARE

LIVORNO. La questione dell’emergenza abitativa si sta facendo sempre più presente. E rischia, a breve, di esplodere. Lo ha ammesso l’assessore alle Politiche sociali Gabriele Cantù e l’hanno...

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LIVORNO. La questione dell’emergenza abitativa si sta facendo sempre più presente. E rischia, a breve, di esplodere. Lo ha ammesso l’assessore alle Politiche sociali Gabriele Cantù e l’hanno denunciato anche varie forze politiche cittadine (Sel, Idv, Città Diversa, Federazione della Sinistra, alle quali si è poi aggiunto il Pd ) quando, insieme all’Unione Inquilini, hanno sollecitato il sindaco a prendere provvedimenti straordinari di fronte a quella che appare a tutti una situazione straordinaria (si va avanti alla media di quaranta sfratti al mese nella nostra città...)

In questo contesto, stride il fatto che la variante al regolamento urbanistico “Abitare sociale” (approvata in ritardo nel giugno 2011) non abbia ancora dato i risultati attesi: decine di famiglie di Fiorentina, Corea, Shangai e case Firenze dovevano trasferirsi alla Scopaia già nel settembre di un anno fa, poi il sindaco aveva promesso di consegnare le nuove case per il Natale scorso, quindi per questa primavera e infine per questo giugno.

Ora ci sarà sicuramente un ulteriore slittamento: le assegnazioni d’ufficio degli alloggi sono già state fatte ma per dare le chiavi in mano agli assegnatari si aspetta ancora il completamento dei due palazzi in viale Città del Vaticano. Dove ci sono 24 alloggi (del Comune), che vanno ad aggiungersi agli altri 55 della Scopaia in gestione a Casalp e ai 12 ricostruiti al posto del palazzo esploso in via Giordano Bruno. I primi devono andare ai residenti dell'isolato F di Corea, gli altri sono assolutamente necessari per avviare il piano di recupero di Fiorentina: lì, infatti, troveranno sistemazione le famiglie che oggi abitano al civico 14 di via Bruno in condizione di estrema fatiscenza.

Ma senza questo passaggio, il recupero di Fiorentina non può partire. Il piano urbanistico prevede infatti la demolizione della stecca dei vecchi palazzi di via Giordano Bruno e anche del mercato ortofrutticolo di via Sgarallino. Il tutto per realizzare 252 nuovi alloggi e far fronte così sia all'emergenza abitativa, sia alla riqualificazione del quartiere.

Dalle case passiamo al lavoro. L’occupazione di gran parte dei dipendenti dell’ippodromo è a rischio: fallita la gara, il Caprilli potrebbe chiudere definitivamente. Il Comune, per scongiurare questo pericolo, potrebbe trovarsi a trattare direttamente con Alfea che avrà così la possibilità di dettare le sue condizioni. Nelle quali, per il futuro, c’è la garanzia di lavoro solo per 7-8 dei venti dipendenti. E a proposito di ippodromo. C’è sempre il tentativo messo in campo dall'assessore all'urbanistica Mauro Grassi: il bando di idee, rivolto a tutti i livornesi per decidere cosa fare del parco della Ceschina, che si concluderà a luglio.

Dopodichè saranno selezionate le proposte e sarà pubblicato il vincitore, con la presentazione di un progetto preliminare e di uno studio di fattibilità. Poi servirà una variante urbanistica per riportare a nuova vita la Ceschina. Nel frattempo, però, l'ippodromo potrebbe aver già perso la concessione per le corse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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