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«Togliete quei bidoni» L’appello dei cittadini
Da ieri ha avuto ufficialmente inizio la mobilitazione per far rimuovere tutti i fusti tossici al largo della Gorgona. Domani la raccolta alla terrazza Mascagni
LIVORNO. Si sono dati appuntamento ieri mattina davanti al monumento dei Quattro mori i promotori dell’iniziativa “Togliete quei bidoni”, Luca Papini, Fabio Canaccini, Francesco Gazzetti, Garibaldo Benifei e Marco Solimano.
L’obiettivo è quello di raccogliere il maggior numero di firme possibile per sollecitare la rimozione dei fusti tossici persi sei mesi fa dall’Eurocargo Venezia.
Al momento, dei 198 bidoni, ne sono stati individuati 95 e le operazioni di ripescaggio sono tuttora in corso, oltre a quello recuperato per caso da alcuni pescatori. Ma a destare preoccupazione sono più che altro gli altri 102 fusti che sono dispersi nei fondali e che Castalia, la società incaricata da Grimaldi di recuperarli, non è riuscita a individuare.
«Chi continuerà le ricerche? Chi li individuerà e, soprattutto, chi li recupererà in tempi brevi?»: sono queste le domande che hanno spinto il gruppo di cittadini a lanciare la raccolta di firme che ha l’intento di «unire le livornesi e i livornesi in una semplice quanto perentoria richiesta: togliere quei bidoni».
«Si tratta di un gesto semplice a dall’alto significato - affermano - un segno di rispetto verso il mare e l’ambiente ma soprattutto un gesto d’amore guardando al futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti».
«È una raccolta firme che guarda al futuro - ha aggiunto Francesco Gazzetti anche a nome degli altri promotori - Siamo tutti qui a titolo personale, perché il nostro vuole essere un gesto di testimonianza civile, non ci poniamo né come un comitato né come un'associazione, siamo solo un gruppo di cittadini».
«Non c'è nessun altro fine se non dare la possibilità alla città di far capire cosa pensa su questo argomento - ha poi continuato Gazzetti - Non è un'iniziativa contro le istituzioni, né contro la Capitaneria né contro Castalia. La vicenda non può chiudersi con un tentativo di ricerca. Prossimamente ci sarà anche la possibilità di un incontro con il vescovo Simone Giusti per capire insieme cosa si può fare. La nostra iniziativa quindi - ha concluso - vuole essere il più trasversale possibile senza nessuna appartenenza politica o altro». E così, dopo che Comune, Provincia e Regione hanno annunciato la volontà di scrivere al presidente del Consiglio per un intervento del governo al fine di recuperare i bidoni fantasma, anche i cittadini avranno un mese di tempo per far sentire forte la propria voce firmando l’appello. Tutte le firme saranno infine presentate e rese disponibili alle autorità competenti sul mare e sull’ambiente, quali Capitaneria di Porto e Prefetto.
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