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Tre Ponti, deve tornare la doccia

Tre Ponti, deve tornare la doccia

I consiglieri chiedono più pulizia per la spiaggia a due passi dalla Rotonda

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LIVORNO. Arriva l'estate ed ecco tornare il problema della spiaggia dei Tre Ponti con i suoi vari disagi. Ieri le commissioni Affari Istituzionali e Bilancio e Patrimonio si sono riunite per parlare dell'arenile a due passi dalla Rotonda d'Ardenza. Al centro del dibattito due interpellanze dei consiglieri del Pdl e dell'Udc, su vari temi, tra cui la concessione decennale di una parte dell'arenile alla Nuoto Livorno e l'assenza di pulizia e di docce nella spiaggia libera. A tenere banco anche il ritardo nella trattazione delle interpellanze che risalgono all'estate 2010 e 2011. «Non c'è pace per i Tre Ponti - dice Salvatore Capuozzo (Udc) - una delle poche spiagge libere rimaste, priva di servizi e sporca». Bruno Tamburini (Pdl) chiede: «I motivi che hanno indotto l'Amministrazione ha dare in concessione, per dieci anni, una parte della spiaggia a una società che si è limitata solo a mettere sdraio e ombrelloni». Parole condivise da Massimo Ciacchini (Pdl). «Volevamo che l'area fosse un punto polifunzionale - dice Paola Bernardo, assessore al turismo - che valorizzasse il luogo, la storia dello sport livornese. Nuoto Livorno ha inserito servizi innovativi: pacchetti vantaggiosi per i bagnanti, assistenza gratuita ai bambini, attività sportive. Il Comune ha un contratto con Aamps per la pulizia della spiaggia libera all'inizio della stagione, non è prevista una pulizia quotidiana». Arianna Terreni (Pd) chiede che venga ricollocata la doccia tolta e, con Marina Vivaldi (Pd), sottolinea: «L'importanza del Punto Blu che offre attività sportive tutto l'anno». Roberto Russo (Pdl) chiede di inserire un servizio che indichi in quanti si recano al Punto Blu per poter migliorare l'efficienza dei servizi. Lamberto Giannini (Sel) propone che «Nuoto Livorno si occupi anche della pulizia dell'area libera». Dopo la scomparsa della doccia, Marco Cannito (Città Diversa) chiede maggiore vigilanza.

Valeria Cappelletti

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