Il presidio
Spil perde mezzo milione nell’affare De Tomaso
È l’ammontare delle obbligazioni sottoscritte in favore di Rossignolo per lo stabilimento Brovedani. «Qualcosa recupereremo con il concordato»
LIVORNO. La De Tomaso è in liquidazione dal 24 aprile scorso, così come ha stabilito il consiglio d'amministrazione della società. Inoltre la famiglia Rossignolo ha annunciato di voler presentare la richiesta di ammissione al concordato preventivo. Non è chiaro, però, se il provvedimento sia stato già presentato o meno al Tribunale di Livorno (la società ha la sede legale nella nostra città). Di certo c'è che l'operazione che avrebbe dovuto dare occupazione a più di mille dipendenti (gli ex operai della Delphi a Livorno e i 900 della Pininfarina di Grugliasco-Torino) e che si proponeva di rilanciare il prestigioso marchio automobilistico è ormai al capolinea.
Un finale che era scritto da tempo anche se tutti - a partire dagli enti locali - hanno a lungo sperato in un epilogo diverso, soprattutto per dare una risposta alle famiglie dei lavoratori. Ma non c'è stato nulla da fare. E ora tocca anche fare la conta dei primi danni. Di questo, per esempio, si è parlato nella seduta della seconda commissione consiliare dove è andata in scena l'audizione del presidente di Spil.
Il consigliere Roberto Russo (Pdl) ha infatti chiesto a Riccardo Vitti che tipo di conseguenze sta avendo il fallimento dell'operazione ex Delphi sui conti di Spil, dato che questa si era impegnata a garantire per tre anni l'affitto alla Brovedani dello stabilimento di Guasticce (per un totale di oltre 900 mila euro) dove avrebbe dovuto svolgersi parte della produzione De Tomaso. Vitti ha però spiegato che "la Spil non deve pagare nessun canone di locazione ma che si è impegnata a sottoscrivere delle obbligazioni controvertibili in favore della De Tomaso, per un valore di 498 mila euro». A questo punto il consigliere di centrodestra ha chiesto se ci fosse comunque il rischio, a carico di Spil, di perdere questi soldi. Che sono una bella cifra: mezzo milione di euro, mica bruscolini. "Sì, è possibile - ammette il presidente Vitti - Il rischio esiste, ma faremo tutto quanto il possibile per entrare nel procedimento di concordato della De Tomaso, sperando così di recuperarne almeno una parte».
«Le obbligazioni di Spil vanno nel concordato - conferma Alessandro Cosimi - perché Rossignolo vuole il concordato e non il fallimento: in parte i soldi saranno recuperati». Beh, non è una grande prospettiva se si pensa a tutto quello che avrebbe dovuto portare a Livorno l'operazione De Tomaso…
Alessandro Guarducci
Giorgio Carlini
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