Il pronto soccorso rischia di scoppiare accessi in aumento
Dall’inizio dell’anno 19 medici hanno visitato 31mila pazienti Crescono i codici meno gravi: dovrebbero essere la metà
LIVORNO. Per molti è un rifugio, per qualcuno una casa. Per altri un porto sicuro dove farsi coccolare. Per i più una struttura in cui trovare una risposta certa ai propri problemi. È il pronto soccorso. Sempre aperto, h 24. A disposizione di tutti. Tanto che nei corridoi del triage, una delle battute più frequenti che si sentono fare, è: oggi nessuno aveva nulla da fare e così il pronto soccorso scoppia. Dall’ironia alla realtà: dati alla mano, quando piove e di lunedì, giornata di rientro al lavoro per tutti, gli accessi sono superiori rispetto a quando c’è il sole e in confronto agli altri giorni della settimana.
La mole di lavoro per i medici (19 più il primario) e gli infermieri (40) è enorme. E non è un caso che il pronto soccorso abbia la fama di posto dove si lavora moltissimo. Basta dare un’occhiata ai dati ufficiali, forniti dall’Asl. Dall’inizio dell’anno a ieri sono state visitate 31mila persone, tanti sono stati gli accessi. Il numero totale è pressoché stabile rispetto a quello dello scorso anno. I codici di gravità del paziente sono così suddivisi: il 50 per cento, quindi circa 15mila persone, sono state classificate some codici verdi. Si chiamano così le patologie acute, ma che non minacciano l’integrità degli organi (per esempio polmonite e così via). I codici più gravi, gialli e rossi, raggiungono il 27 per cento, che significa circa 9mila persone. Cresce invece la cifra dei codici bassi, quelli bianchi e azzurri (per la maggior parte dei quali si paga il ticket), che rappresentano il 27 per cento dei pazienti triagiati, ovvero circa 5300. Una quantità non indifferente, se si pensa che per questo tipo di patologie si potrebbe/dovrebbe andare dal medico di base. L’introduzione del ticket anche al pronto soccorso dunque non ha scoraggiato i pazienti, anzi. Lo spiega il primario, il dottor Mauro Pratesi: «C’è una grossa fetta di persone che sfugge al ticket: per esempio, tutti coloro che hanno traumi, anche quelli minori come le contusioni da fasciatura, le donne in gravidanza, i bambini e così via». Ma perché la gente preferisce andare al pronto soccorso piuttosto che dal medico di famiglia o di sera dalla guardia medica? E come mai i codici minori sono così tanti? Risponde il primario: «I bianchi e gli azzurri, in una situazione virtuosa, non dovrebbero esserci. Ma sarebbe già un bel traguardo, nel nostro caso, se dimezzassero». Pratesi spiega che i cittadini in pronto soccorso si sentono al sicuro perché sanno di poter ottenere una risposta completa, anche nel caso in cui siano affetti da una patologia lieve. «E siamo anche noi stessi ad alimentare l’idea che al pronto soccorso tutto si può accertare - riflette Pratesi - e poi di fatto è così».
Il risultato è che il lavoro aumenta. «I miei colleghi sono encomiabili, non si fermano mai. E non sempre è facile stare a contatto con i livornesi, che spesso sono effervescenti, anche se poi basta parlare e tutto si risolve. Questo è un lavoro che si fa per passione». Il 2 luglio verrà inaugurato il nuovo pronto soccorso.
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