Sicurezza
De Rita: stiamo perdendo sovranità e leadership
Il numero uno del Censis: «Diventiamo sempre più sudditi di un potere lontano» È l’incubo che riguarda anche Livorno: fra multinazionali, porto e banche
LIVORNO. «Cos’è che ci fa scivolare all’indietro in questo frustrante galleggiare che rende così incerti anche qui a Livorno? È il fatto che stiamo perdendo la nostra sovranità». Il prof. Giuseppe De Rita, presidente del Censis, è un mago degli scenari visionari con cui da decenni tira fuori dal cappello a cilindro l’identikit delle trasformazioni che il Bel Paese sta attraversando: stavolta però invece che gettare lo scandaglio giù nelle profondità delle pieghe della società civile, prova a gettarlo lassù perché «non c’è più né il re né lo Stato bensì uno slittamento dei poteri verso l’alto». In direzione di un altrove che sta nei cieli della grande finanza planetaria: e, a tal riguardo, ha facile gioco a citare la sfrontata confessione del numero uno del colosso finanziario Goldman Sachs che dice di «aver provato davvero a sentirsi come Dio».
Cosa c’entra Livorno con questa spoliazione di sovranità? C’entra eccome, giura l’uomo-simbolo del Censis, che dice di conoscere «un po’» Livorno non solo per le ricerche sociali (la volta precedente nel 2003) ma anche per i contatti con monsignor Ablondi. «C’entra perché Livorno è ancor più esposta a fenomeni che non sono di qui e non riguardano qui». Gli esempi si sprecano: 1) la fortuna del porto dipende dalle grandi direttrici dei traffici marittimi internazionali; 2) le grandi fabbriche del territorio sono praticamente tutte in mano a multinazionali; 3) i flussi finanziari derivano tutti da decisioni che hanno la “testa” altrove.
Il simbolo forse più forte è però quel che c’è dietro il segno “più” che l’Irpet ha indicato per il Pil dell’area Livorno-Collesalvetti segnalandone la crescita di un punto percentuale. Il capo dei ricercatori Francesco Estrafallaces segnala che quell’incremento è dovuto «al fatto che la fase di aumento del prezzo del petrolio su scala internazionale ha premiato realtà come Livorno che esportano questo tipo di prodotti». E De Rita: la vostra virtù è fuori dal vostro controllo, dipende dalle oscillazioni delle quotazioni del barile sui mercati internazionali.
Questa perdita di sovranità – dice De Rita – va di pari passo con una “relazionalità orizzontale” che non esprime mai decisioni né orizzonti strategici. «Lo dico io che sono stato il profeta dell’orizzontalità dei rapporti. Ma qui c’è una assoluta mancanza di leadership: con i partiti fatti di colonnelli senza strategia. Impossibile fare qualcosa di diverso da galleggiare».
Secondo il presidente del Censis, rischiamo di perderci «fra l’accettazione di questa sudditanza dall’”invisibile” e lo svariare nell’antagonismo: io penso che sia ancora possibile recuperare brandelli di sovranità. Cominciando dal basso, dalle periferie».(m.z.)
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